Dal Comune una cordata per “salvare” il Cottolengo
Il sindaco incontra i volontari e si dichiara disponibile a fare da garante per la ristrutturazione dell'immobile
«Se il problema sono i soldi per ristrutturare l’edificio di Casbeno del Cottolengo, sono disponibile a guidare una cordata con il nome del comune, per attirare fondi di benefafattori che volessero impegnarsi nell’impresa». Non si pensa tanto a soldi comunali, quanto a «fare da garanti per eventuali privati». Il sindaco Attilio Fontana ha ricevuto, questa mattina (mercoledì), una delegazione di volontari e familiari della Piccola casa di Casbeno, la filiale varesina del Cottolengo, la più nota istituzione caritatevole che, in Italia, si occupa di portatori di handicap.
Il primo cittadino ha riacceso la speranza di quanti si occupano da anni delle 28 ospiti della struttura che, dal primo aprile, passa in gestione all’istituto "Sacra famiglia", il quale garantirà la continuazione del servizio, con uno spostamento delle ragazze a Cocquio Trevisago ed effettuerà la ristrutturazione dell’edificio, nella primevra 2009, per metterlo a norma.
Pur apprezzando il lavoro de "La Sacra famiglia" i parenti, data la delicatezza delle situazione (ci sono delle utenti che vivono da decenni con suore-mamme a cui sono legatissime), chiedono che il Cottolengo ci ripensi ed eviti lo smembramento della comunità.
A Torino, il vice padre, don Roberto Provera commenta con grande disponibilità ma spiegando le problematiche della struttura: «Il nostro primo problema è la carenza di suore – racconta al telefono – quando si va a progettare una ristrutturazione, come quella di Varese, ci si chiede con quali prospettive future. Credo che anche se la casa fosse restaurata da noi, non ci sarebbero comunque le forze per gestirla». E pensare a un ingresso di operatori professionali accanto alle suore? Anche questo passaggio potrebbe essere affrontato con nuovi fondi e il comune ha detto che si potrebbero cercare dei benefattori.
«La questione è certamente delicata, ma nello specifico sono questioni che competono alla responsabile del settore assitenza». Abbiamo cercato di contattare quest’ultima ma al numero indicatoci ci hanno risposto che «la responsabile non c’è e comunque non rilascia dichiarazioni».
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