Il Verona trionfa nel thriller dello “Speroni”
Pro Patria - Verona 1-2. Match incredibile e a tratti dominato dai biancoblu. Tigrotti spreconi dopo il vantaggio di Imburgia, Orfei pareggia e Di Bari all'ottantanovesimo sigla il sorpasso.
Un finale degno di Agatha Christie premia il Verona e condanna
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COLPO D’OCCHIO – Il Verona è ultimo in C1, ma a veder la passione dei suoi tifosi proprio non si direbbe: sono oltre 600 i supporter gialloblu giunti allo “Speroni” (settore ospiti stracolmo) per spingere la squadra verso una difficile salvezza. Sul fronte opposto non manca certamente il folto pubblico di casa, con Gigi Farioli particolarmente pimpante.
FISCHIO D’INIZIO – In casa Pro Patria nessuna novità: assente lo squalificato Rosso, il tridente d’attacco vede Negrini e Trezzi giostrare ai fianchi di Gasparello. Per il resto dentro gli stessi che così bene han fatto una settimana fa. Dall’altra parte Davide Pellegrini (varesino doc) deve risolvere non pochi grattacapi, perché le ben sei assenze lo obbligano a schierare un 4-1-4-1 con Bellavista playmaker e Altinier unica punta.
PRIMO TEMPO – Se il buongiorno si vede dal mattino, la gara fra scaligeri e tigrotti dovrebbe offrire fuochi d’artificio. Dopo una conclusione di Giani sbilenca e un miracolo in copertura dello stesso centrale biancoblu, al 4′ gli ospiti sfiorano il vantaggio: Minetti dalla sinistra serve Stamilla, che tutto solo colpisce di testa esaltando le doti di Anania, fulmineo e reattivo nel respingere proprio sulla linea. I botti di Capodanno proseguono, ma stavolta hanno tinte biancoblu quando Beppe Imburgia (al primo centro in campionato) raccoglie un pallone sul vertice destro dell’area e col mancino infila la sfera alle spalle di Rafael. È il 10′ e
RIPRESA – Al rientro in campo subito brividi. Gasparello meriterebbe il gol d’ufficio per la bellezza del suo gesto atletico e tecnico, una rovesciata in piena area con palla fuori di poco. Poi, come nel primo tempo, vale la regola più famosa del calcio, quella del «gol sbagliato, gol subito» che in questo caso premia gli scaligeri: è Orfei a pareggiare i conti grazie alla zuccata vincente su corner battuto da Minetti. Seconda rete stagionale per il difensore centrale del Verona, che per festeggiare corre a perdifiato verso la propria curva accusando un problema agli adduttori ed uscendo anzitempo dal match (al suo posto Di Bari). I tigrotti potrebbero immediatamente tornare avanti, ma Negrini conferma le proprie difficoltà sotto rete e, ancora una volta solo davanti a Rafael, conclude debolmente sul corpo dell’estremo difensore brasiliano. Rossi corre ai ripari inserendo Marino e Cigardi al posto di Trezzi e Vecchio, gli errori però la fanno da padrone e rendono inefficace il forcing biancoblu.
Si gioca spinti più dall’agonismo che da manovre ragionate, con il Verona vicinissimo al vantaggio quando Minetti in contropiede fa la barba alla traversa.
SPOGLIATOI – È molto amareggiato Marco Rossi, tecnico biancoblu, al momento della conferenza stampa: «Partita che avremmo strameritato di vincere: abbiamo sprecato tantissime occasioni, mentre il Verona ha fatto due tiri e due gol. Oggi penso che non avremmo segnato nemmeno con le mani. Purtroppo abbiamo anche commesso alcuni errori grossolani, come sul primo gol quando abbiamo lasciato libero Orfei. Con questo però non voglio però colpevolizzare nessuno». Il ko odierno brucia soprattutto per questioni di classifica, e il primo a saperlo è lo stesso mister tigrotto: «Bisogna rimanere tranquilli e lavorare con la massima serenità, perché c’è tutto il tempo per conquistare i punti che ci mancano. Il vantaggio è cospicuo e le partite da disputare poche: un po’ di preoccupazione c’è, ma sappiamo di essere abbondantemente in linea con gli obiettivi prefissati a inizio stagione».
Pro Patria – Verona 1-2 (1-0)
Marcatori:
Pro Patria: Anania; Candrina, Citterio, Giani, Imburgia; Dalla Bona, Pessotto, Vecchio (
Verona: Rafael; Politti, Gonnella, Orfei (
Arbitro: Stallone di Foggia (Bruni e Lenzi).
Note: giornata fresca, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Imburgia e Giani (P); Mancinelli, Bellavista, Garzon, Cissè e Di Bari (V). Calci d’angolo: 10-3 Spettatori: 1900 circa.
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