Piazza Vittorio Emanuele II, il TAR: “Ricorso inammissibile”

Il tribunale amministrativo regionale non ammette il ricorso de La Voce della Città accettando la tesi difensiva del Comune: "atti di indirizzo politico, non amministrativo"

Il TAR Lombardia rigetta il ricorso presentato da La Voce della Città, il movimento del consigliere comunale Audio Porfidio, contro lo spostamento del monumento ai caduti da piazza Vittorio Emanuele II, necessario per scavare il previsto autosilo. Anche se le motivazioni saranno rese note in seguito, di fatto il tribunale amministrativo regionale ha accolto la tesi difensiva presentata dall’avvocatura del Comune di Busto Arsizio, secondo la quale l’atto di di indirizzo della Giunta comunale contro cui era stato presentato il ricorso costituiva un indirizzo politico, e non un atto amministrativo. Un tecnicismo, se si vuole, ma non di poco conto, e comunque sufficiente a far rigettare la richiesta di sospensiva presentata da la Voce della Città.

Sospiro di sollievo per l’assessore agli affari legali, avvocato Mario Crespi: «Siamo molto soddisfatti, era questo l’esito che ci attendevamo, infatti grazie all’ottimo lavoro fatto dall’avvocatura comunale è stata accolta la nostra impostazione. L’atto contestato era di tipo politico, non amministrativo».
Perchè lo diventi andrà tradotto in delibera, ed è lì che Porfidio, imperterrito, si ripromette di tornare all’assalto a suon di ricorsi, dopo questo primo tentativo andato a vuoto. «Non c’è stata nessuna bocciatura del nostro ricorso» commenta il consigliere. «Il TAR non ci ha dato torto nel merito: non ha accolto la richiesta di sospensiva per ragioni formali. Ciò non tocca la sostanza della nostra battaglia». Porfidio dunque non demorde e tira dritto a modo suo: «Ora il giudizio che più ci interessa è quello dei bustocchi: il referendum per cui abbiamo raccolto più di tremila firme, per fermare il trasferimento del monumento ai caduti. Perchè spostare un simbolo così importante, punto di riferimento e parte della città da cinquant’anni, da piazza Vittorio Emanuele II a piazza Trento e Trieste, con tutti i problemi tecnici e gli esborsi che comporterà, solo per soddisfare particolari esigenze immobiliari su una porzione del centro cittadino, ci sembra inopportuno, oltre che moralmente discutibile. In Comune sono contenti? Inizino i lavori: beninteso quelli per riqualificare gli immobili, non per l’autosilo. Tiro io il primo colpo di piccone…».

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Pubblicato il 04 Marzo 2008
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