Qual è la “cultura” di Busto?
Un'opinione "da sinistra", e non senza vis polemica, sulla vicenda del giornalino scolastico che pubblicava un articolo contro i musulmani
Riceviamo e pubblichiamo
Siamo Antonello Corrado ed Elis Ferracini, candidati a Busto alle prossime provinciali per la Sinistra Arcobaleno.
Con la presente esprimiamo solidarietà alla preside del Liceo Classico di Busto in merito alle azioni intraprese sulla questione dell’articolo razzista circolato per le aule.
Siamo quelli che circa un mese fa organizzarono TUTTE LE FACCE DELL’AMORE, la festa che voleva fosse casa per l’amore di tutte e di tutti indistintamente. Fummo attaccati in nome di Dio e Famiglia; mancava solo la Patria (vista la ventilata invasione mussulmana) ed il quadretto di una Busto da Ventennio è composto. Chiediamo a quanti alzarono la voce contro di noi, sottolineando che quella festa non era "cosa per la cultura di Busto", di andarsi a leggere un po’ di commenti all’articolo in oggetto su un noto giornale telematico della provincia, se la cultura "vera" del territorio è quella espressa in quell’articolo e in quei commenti. Il giovane autore da cui è partita tutta la questione non è colpevole è vittima, e deve interrogare tutti gli adulti democratici. Per questo chiediamo a chi lanciò gli strali di dire oggi qual è la cultura dominante, e chi ne è fautore e portavoce, di essere "duro" come lo fu con la nostra iniziativa, giusto per chiarire da che parte sta, costruzione della convivenza o riedizione di discriminazioni di sapore antico. A 60 anni dalla Costituzione forse bisogna ricominciare una lotta di Liberazione da un pensiero sempre più dominante, e ricominciare a discutere di civiltà. Abbiamo aperto questa nostra dichiarando appartenenza e prossimo impegno elettorale per sottolineare l’assordante silenzio del nuovo astro nascente della politica, il PD e i suoi "associati"a livello locale, su questioni di cronaca recente che toccano temi quali antifascismo, diritti civili e in questo caso razzismo; il partito del "si può fare", forse gli sgomberi alla Veltroni e alla Cofferati, ma che per convenienza, o peggio per disegni di compatibilità, non dice più nulla, e per ricordare a quanti il cuore batte ancora a sinistra che fra un mese si tratterà di marcare una differenza.
Concludiamo questa nostra con uno spunto di riflessione e senza intenzioni di impartire lezioni: Pasqua significa passaggio, forse verso un mondo migliore anche in terra, e l’uomo che fece sacrificio di sé sulla croce morì per l’umanità intera, e con lui alla storia si
offrirono altri ed altri si sarebbero offerti… ricominciamo dalle idee per ritrovare la direzione.
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