Bestie di satana, indagini su tre morti sospette

Indagati sette componenti del gruppo per la scomparsa di Christian Frigerio nel 1996. Secondo una testimone "chi non si confromava agli ordini veniva torturato"

Non molla la presa sulla vicenda delle Bestie di satana il Procuratore di Monza Antonio Pizzi, già nella medesima carica a Busto Arsizio all’epoca della scoperta dei terribili delitti del gruppo. Altri tre delitti sarebbero addebitati alla setta: la scomparsa di Christian Frigerio (nella foto) "desaparecido" il 14 novembre 1996 da Brugherio (Milano), quella, sempre nel 1996, di una donna mai identificata, una prostituta straniera che sarebbe stata sacrificata a satana, e la morte di Andrea Ballarin, trovato impiccato a Somma Lombardo la notte del 6 maggio 1999.

Dopo mesi di voci su clamorosi sviluppi sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati in sette, con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere per il caso Frigerio: Nicola Sapone, Andrea Volpe, Paolo Leoni, Mario Maccione, Pietro Guerrieri, Eros Monterosso, Marco Zampollo, già tutti processati e condannati per i delitti Tollis-Marino e Pezzotta. Per Ballarin sono sotto inchiesta Leoni, Sapone, Volpe e Monterosso, per la morte della donna Leoni, Sapone, Guerrieri, Maccione, Zampollo. Della vicenda si occupano i pm Vincenzo Fiorillo e Salvatore Bellomo.

Nelle ultime settimane in Procura a Monza sono stati sentiti alcuni testimoni, fra cui Anna Lia Frigerio, madre del giovane Christian, e un’amica del giovane, che con lui avrebbe assistito a una messa nera durante la quale sarebbe stato sacrificato a satana un piccolo cane, riconoscendo Sapone e Leoni tra gli "officianti". Questa testimone racconterebbe che nella setta chi non si confromava agli ordini veniva torturato con tagli e bruciature. Secondo un "pentito" sentito da Studio Aperto dietro garanzia di anonimato mesi fa, Christian sarebbe stato vittima della banda in quanto si interessava troppo a quanto vi avveniva all’interno. Secondo quanto ricorda la madre di Frigerio, suo figlio scomparve il giorno dopo essere tornato a casa con segni di violenze (piccole ustioni prodotte da sigarette, un morso su un braccio) e averle confessato di vivere nel terrore e di sentirsi braccato. Dichiarazioni che sembrerebbero quadrare con quelle del "pentito" che indicherebbe in un "sapere troppo" la causa della morte di Christian. Al "pentito", intervistato sotto garanzia di anonimato, Frigerio avrebbe confessato di sapere che una volta una persona era stata "brutalmente squartata" dai maggiori d’età fra i giovani della setta su ordine di non meglio precisati istigatori adulti.

La genesi della banda secondo gli inquirenti sarebbe ormai precisata: nascerebbe nel 1996 da un’organizzazione criminale dedita a traffici di droga e armi, che avrebbe usato il satanismo per arruolare "reclute" da sottoporre alla più spietata delle discipline. Frigerio sarebbe stato attirato nel branco in quanto, rimasto orfano del padre, aveva il desiderio di contattarlo, e un giovanissimo Mario Maccione, già in fama di "medium", gli avrebbe prospettato questa possibilità. Poi il rapido isolamento di questo strano nuovo adepto, fino all’eliminazione – sapeva troppo, aveva visto troppo, e parlava. Parlava ad un amico, che avrebbe testimoniato, di due omicidi di ragazze, uno dei quali "mascherato" da incidente, in realtà il suicidio indotto di una giovane riempita di allucinogeni, come in seguito Andrea Bontade, e di stupri rituali di gruppo.

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Pubblicato il 03 Aprile 2008
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