Castano: “Contro tutte le caste, con molte facce nuove”

Il candidato presidente della Provincia di Varese per La Destra si presenta

Fabio Castano è il candidato presidente della Provincia di Varese per La Destra. Quarantotto anni, sposato e padre di un figlio, è da trent’anni in prima linea nella vita politica provinciale nel panorama della destra sociale.

Qual è il luogo della provincia che ama di più?
«Gallarate, la mia città: il sangue dev’essere legato al suolo. In particolare amo Arnate, il mio rione del quale sono anche “sindaco”».

Nel caso venisse eletto, quale sarebbe il primo provvedimento che intende prendere?
«Nominerei subito sei assessori, con le competenze ridistribuite, meno soldi ed emolumenti agli amministratori utilizzati per il sociale: in particolare penso al telesoccorso, per il quale abbiamo progetti interessanti ed articolati».

Parliamo di acqua. La Provincia non ha ancora un piano d’ambito per divergenze tra i comuni. Meglio accentrare le proprietà di tutte le tubature in una sola patrimoniale oppure fare diverse società con un modello più federale nel territorio? Meglio un gestore pubblico o uno privato?
«L’acqua è un bene di Dio, non si deve privatizzare per nulla al mondo, è dei cittadini. Penso che l’Ato sia tutto sommato inutile, molto meglio gestire le specificità area per area, le grandi unioni fanno troppo spesso più danni che altro. Penso a consigli di amministrazione minimi, fatti di 3/4 persone massimo con emolumenti bassi, il contrario di quello che avviene oggi con posti di lavoro inutili e stipendi scandalosamente enormi».

Rifiuti. Ora sono smaltiti con camion che vanno fuori provincia. Ha soluzioni migliori?
«Un piano provinciale va fatto, Reguzzoni ha pensato più che altro a piazzare i suoi uomini qua e là e poi è scappato. Ci devono essere progetti seri, bisogna capire le quantità da smaltire e come smaltire, ma soprattutto vanno pensate soluzioni per ridurre i rifiuti. Il termovalorizzatore è la soluzione a meno impatto, ma vanno calibrate le compensazioni da dare ai territori. Sia che vinca il centrodestra sia che vinca il centrosinistra verranno estratti dal cilindro progetti rimasti ora nascosti, sia quello a olio di palma a Castellana sia in Valle Olona: noi non ci stiamo».

Strade. Un’arteria da rifare subito oppure uno snodo da migliorare?
«Senza dubbio la Valcuvia, trascurata da sempre e penalizzata anche nella crescita economica. È una strada pericolosa, ad altissimo tasso di mortalità, va fatto qualcosa. Stesso discorso per quanto riguarda la mobilità sull’asse Varese-Como: va bene incrementare le rotonde, ma vanno pensate alternative ai camion e promosso il trasporto su ferro. Infine c’è lo scandalo dell’ingresso a Varese: uno scandalo».

Scuole. Quali sono quelle che hanno più bisogno?
«Penso che la delega alla Provincia sia stata una disgrazia. I Comuni facevano e farebbero meglio se gli si dessero risorse adeguate. L’affidamento alla Provincia ha solo rallentato i lavori, è uno sdoppiamento di competenze che non serve. I cittadini pagano le tasse per avere servizi, è giusto che li abbiano».

Turismo. Che iniziativa si può fare per i Mondiali di Ciclismo?
«Un evento di questa portata di solito porta vantaggi al territorio che lo ospita, per ora non si è visto nulla però, salvo costruire comitati con relativi emolumenti che drenano risorse alle opere e basta. Addirittura l’assessore allo sport è stato escluso dall’organizzazione degli eventi. Il tempo è poco, resterà solo una bella gara di bici e il traffico bloccato di chi arriverà a Varese e troverà i collegamenti in stato pietoso».

Infine, uno slogan per convincere gli elettori?
«Contro tutte le caste. L’esempio, non le parole».

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Pubblicato il 05 Aprile 2008
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