Speroni: “Ora più attenzione per le richieste della Lega”

L'esponente del Carroccio constata: più voti, più influenza anche a livello cittadino. "Un'accelerata per la patrimoniale". Bottini (FI-PdL) concede: toni soft tra gli alleati

Lega Nord e Popolo della Libertà si guardano sedute a un tavolo – quello del potere, pressochè totalitariamente tributatogli, anche a livello provinciale, dal popolo elettore. Due destre a confronto, cui ora tocca far di conto con una realtà che non è una fotocopia di quella di un anno fa. Nossignori. Il fatto nuovo, oltre alla costituzione stessa del Popolo della Libertà, voluta da Berlusconi per rispondere a tono alla novità del Partito Democratico, è l’ascesa irresistibile quanto improvvisa del consenso alla Lega, che pone questioni politiche di non poco conto. Del livello provinciale si è già detto, ma anche a Busto Arsizio sarà inevitabile fare qualche conticino. Sentire le due campane è d’obbligo, ma dato il momento ancora "festivo", diciamo così, è presto per azzardare alcunchè di certo. Salvo che le parti si preparano a un confronto nel quale al Carroccio dovrà pur essere concesso qualcosa – non necessariamente poco.

Gianfranco Bottini, assessore provinciale uscente di Forza Italia (e "papabile" per una eventuale riconferma), è l’esempio di un personaggio politico attivo sia nell’ambito comunale che in quello provinciale, e dunque con il "polso" della situazione. Come è naturale si mantiene prudente, ma ci sono verità di fronte alle quali non arretra. La Lega vorrà qualcosa in più, gli chiediamo? «Qualche punto in sospeso c’era, prima del voto» ammette Bottini – «è pur vero che si pensava di ricostituire una Giunta sulle linee di quella precedente, ma a questo punto è corretto che la Lega punti a quel qualcosa in più, forse un assessorato». Quale, è tutto da vedere. Crescere però può essere doloroso e Bottini lo ricorda: «Se prima eravamo noi i più "pesanti" in termini di voti, cui dunque toccava "pagare" per mantenere gli equilibri, ora questa responsabilità sarà pienamente condivisa. Dario Galli peraltro non userà il bilancino del farmacista o il manuale Cencelli, vuole operare mirando più agli obiettivi che alle spartizioni». Buone intenzioni cui solo le prossime settimane sapranno dare sostanza. E a Busto? «Ambiti diversi – qui non si è votato per il Comune, e tutto si basa sulla composizione data del consiglio comunale, che resta quella. È innegabile però che la Lega potrà chiedere legittimamente più attenzione per le temtiche e le richieste che le sono proprie».

L’europarlamentare leghista e presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio Francesco Speroni tiene i piedi per terra e opera subito un netto distinguo fra quanto dice il voto provinciale e quanto potrebbe accadere a Palazzo Gilardoni. «Impossibile che non vi siano riflessi dal voto nazionale e provinciale, intendiamoci» ammette. «È chiaro che siamo di fronte ad una tendenza positva per noi, ma anche per il PdL; per me i rapporti restano quelli di prima, forse» fa eco a Bottini «con spazi in più per i temi a noi cari». Concentrato strettamente sulla sua città («già quel che succede nella politica di Gallarate mi interessa meno»), Speroni si sente di dire che non ci dovrebbero essere ulteriori pretese in sede di rimpasto della Giunta comunale, se e quando ci si arriverà  – due assessori sono dati in partenza, salvo sorprese. «Non ci saranno ulteriori richieste di poltrone, altrimenti tanto varrebbe fare un election day generale, per tutti i Comuni, ogni anno…» commenta Speroni. «Quanto alle tematiche di nostra pertinenza, purtroppo a più voti non corrispondono più soldi in bilancio – ma non mancheremo di premere per accelerare la costituzione della società patrimoniale».

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Pubblicato il 16 Aprile 2008
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