“Sulle regole” con Gherardo Colombo
Venerdì 4 aprile, il magistrato che ha scritto la storia recente d’Italia, dall’inchiesta sulla P2 a Mani pulite, presenterà in biblioteca il nuovo libro dedicato proprio alla giustizia
Con le sue inchieste ha contribuito a scrivere la storia recente dell’Italia e oggi, che non è più magistrato, ha scritto un libro dal titolo emblematico “Sulle regole” edito da Feltrinelli. Si tratta di Gherardo Colombo, magistrato dal 1974 al 2007 che ha condotto o collaborato a inchieste celebri come la scoperta della Loggia P2, il delitto Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir. Lodo Mondadori e Sme. L’autore sarà presente in biblioteca a Tradate venerdì 4 aprile, alle 21 proprio per presentare il libro che parla, appunto, di giustizia. Sarà intervistato dal giornalista Roberto Rotondo.
«Quando parliamo di giustizia – si legge nella presentazione del libro – non parliamo solo della sua amministrazione quotidiana, quel complesso istituzionale che coinvolge i giudici, i tribunali, le corti, gli avvocati, i pubblici ministeri, le prigioni, le persone sul cui destino tutto ciò incide il più delle volte pesantemente. Parliamo anche di un punto di riferimento ideale, dei valori di base che guidano la nostra convivenza e a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti. Se si smarrisce questo riferimento ideale, anche l’amministrazione della giustizia soffre, perché resta priva di una bussola e di una direzione».
Dopo più di trent’anni in magistratura e con all’attivo decine di inchieste giudiziarie che hanno segnato la storia italiana recente, Gherardo Colombo consegna a questo libro la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, infatti, non potremmo vivere in società. La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall’incomunicabilità. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole.
Gherardo Colombo, oltre a svolgere l’intensa attività di magistrato, dal 1989 al 1992 è stato consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia, nel 1993 consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia. Dal 1989 ha lavorato come pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Nel 2005 è stato nominato consigliere presso la Corte di cassazione. A metà febbraio del 2007, a quindici anni dall’inizio di Tangentopoli, si è dimesso dalla magistratura.
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