Acqua, Lega e comunisti fanno diga

Maggioranza trasversale per l'Ato, ma una serie di emendamenti del Prc determinano il rinvio

Il consiglio comunale non riesce a decidere cosa fare dell’acqua, e ieri notte è suonata la campanella del tutti in branda, alle 2 e 30, dopo aver discusso una decina di emendamenti sulla delibera di adesione al consorzio Ato. Gli schieramenti appaiono definitivi, e configurano una maggioranza politica trasversale. Da una parte, ci sono quelli che voteranno a favore dell’adesione all’Ato, ovvero Forza Italia, An, Movimento libero, Partito Democratico e Socialisti. Dall’altra, quelli che voteranno no, o che si asterranno: la Lega Nord, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani.
La discussione è stata davvero lunga, i favorevoli si sono praticamente eclissati, lasciando che gli interventi fossero volti quasi unicamente dagli esponenti dei partiti contrari all’adesione. C’è stato anche un litigio tra il leghista Ghiringhelli e l’aennino Clerici per questioni laterali, forse legate alla stanchezza della serata. Rifondazione Comunista ha presentato in tutto dodici emendamenti, tutti volti a chiarire il carattere giuridicamente errato dell’adesione.
Il Prc, infatti, ritiene che la legge regionale sia ormai stata superata dalla nuova legislazione ambientale e così la pensa anche la Lega. In pratica, è come se, secondo loro, si aderisse a qualche cosa che non è più in vigore. E che rischia di essere poi lettera morta. Per questo, sarebbe sbagliato uniformarsi a una legislazione regionale che, non solo è stata messa in discussione da un ricorso alla corte costituzione, ma per giunta è oggetto di revisione dal consiglio regionale (c’è anche un referendum già convocato per il 2009). Curioso, e sempre più intenso, l’asse tra il carroccio e Rifondazione, entrambe alleate nel dire no alla società unica delle reti e alla privatizzazione del servizio di gestione.
Ufficialmente, gli altri sono compatti a favore dell’Ato, soprattutto Forza Italia che ha la paternità politica delle legge regionale. Il sindaco Fontana ha presenziato solo all’inizio della seduta, il suo partito è contro la delibera e dopo aver aperto all’adesione adesso il primo cittadino è un po’ tornato sui suoi passi. La tensione che la situazione sta generando, la si può cogliere da quanto accaduto all’inizio di seduta. Al suono della campanella, alcuni consiglieri hanno tentato di far mancare il numero legale, ma la maggioranza non ha voluto esasperare l’episodio. Piuttosto, An, a fine seduta, ha sottolineato il clima da maionese impazzita che ha caratterizzato la maggioranza e il capogruppo Carmine Lo Giudice ha chiesto nuovamente una verifica di maggioranza.

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Pubblicato il 28 Maggio 2008
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