Albertoni: “Roma ascolti la voce lombarda”
Così il Presidente del Consiglio Regionale dopo l’approvazione dello statuto
“E’ tempo ormai che da parte dello Stato alla nostra concretezza e lealtà costituzionale corrisponda una altrettanta, leale e sollecita attenzione a quanto il nostro Consiglio Regionale e l’intera nostra Regione hanno elaborato e richiesto esercitando precisi e non equivocabili diritti costituzionali”.
Ettore Adalberto Albertoni, Presidente del Consiglio Regionale, coglie l’approvazione finale del nuovo Statuto della Lombardia per richiamare ancora una volta Governo, Parlamento e Amministrazione centrale a “rispettare la voce lombarda”, ricordando la fase costituente che ha caratterizzato dal luglio 2006 l’attività dell’Assemblea legislativa regionale che ha portato alla richiesta di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in 12 materie e alla proposta di legge al Parlamento sul federalismo fiscale. Albertoni ha parlato a questo riguardo di “spirito propositivo” concluso “in modo positivo e altamente apprezzabile” perché il nuovo Statuto “innova profondamente l’impianto giuridico e costituzionale della nostra Regione”. Un lavoro che ha coinvolto l’intero Consiglio le cui decisioni “sono state -ha sottolineato – antipatrici”
“Rendo merito – ha aggiunto il Presidente Albertoni – all’intero Consiglio Regionale, al Presidente della Giunta ed alla Giunta Regionale e, in modo particolare, alla Commissione Consiliare Speciale e Temporanea Statuto presieduta da Giuseppe Adamoli, e al relatore Giulio Boscagli per la collaborazione proficua e costruttiva con me e con l’intero Ufficio di Presidenza, che ha consentito al nostro Consiglio Regionale nel corso di questi ultimi 22 mesi non solo di arrivare al fondamentale risultato odierno ma anche di elaborare una solida posizione di leale e corretta attuazione della Costituzione”.
Soffermandosi sull’importanza delle riforme, Albertoni ha poi detto: “ Mi fa piacere costatare e comunicare che è già stata depositata agli Atti del Parlamento una precisa proposta di modifica della Costituzione, con riferimento specifico alla Parte Seconda della Costituzione. Questa nuova proposta procede sulla scorta del lavoro già svolto nella XV Legislatura dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera allora presieduta da Luciano Violante e prevede non solo una congrua riduzione del numero dei Deputati e Senatori ma istituisce – eliminando dal nostro ordinamento costituzionale il paralizzante “Bicameralismo perfetto” – il tanto auspicato e necessario “Senato delle Regioni”. Sottolineo con piacere che l’elezione dei componenti del Senato dovrebbe avvenire all’interno dei Consigli Regionali e dei Consigli delle Autonomie Locali. Mi sembra importante sottolineare subito questa novità rilevante. Vedremo e valuteremo nei particolari questa proposta di ulteriore riforma costituzionale che ancora non mi è nota se non per linee generali, ma che sicuramente coincide già nella sua ispirazione e nei suoi contenuti a quanto abbiamo elaborato, discusso e proposto in questi ventidue mesi di intenso, dialettico e condiviso lavoro, nel rispetto dei differenti ruoli e delle diverse convinzioni culturali e politiche. Intanto però occorre avere risposte precise su quanto abbiamo già richiesto, senza ritardi e senza dilazioni. Con il voto di oggi – ha concluso il Presidente Albertoni – si chiude il primo assai impervio e complesso percorso di attuazione costituzionale. Mi auguro vivamente che entro e senza ulteriori dilazioni il 31 dicembre 2008 la Commissione Statuto ed il Consiglio Regionale elaborino ed approvino sia la Legge elettorale regionale che il nuovo ed adeguato Regolamento Interno del Consiglio, che sono adempimenti urgenti e necessari. Auspico anche che – nel ben diverso clima politico e parlamentare che la Repubblica sta respirando per la riforma e la modernizzazione sia dell’ordinamento che della sua intera Amministrazione pubblica – l’esempio che è venuto e viene dal nostro Consiglio Regionale e dall’intera Fase costituente della Regione Lombardia sia monito a fare presto e bene nell’interesse di tutti i nostri concittadini e del Paese”.
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