Biotech italiano, tutti i numeri del settore

Il mondo delle biotecnologie conta 228 imprese di cui 168 operanti nell’area della salute, caratterizzate da un alto profilo innovativo

Un settore in forte crescita che conta 228 imprese, tra piccole e grandi realtà e oltre 26 mila addetti. È questa la fotografia del mondo biotech italiano scattata dal Rapporto Blossom Associati – Assobiotec “Biotecnologie in Italia 2008”, realizzato insieme al CrESIT – (Centro di ricerca sanità innovazione e tecnologie) Università dell’Insubria di Varese, al CIBIE – Center for Research in International Business and Economics dell’Università di Pavia, a Farmindustria, con il supporto dell’ICE.

Il report giunto alla sua quarta edizione, è stato presentato questa mattina in un convegno che ha riunito investitori ed esperti del settore alla Camera di Commercio di Milano. Le applicazioni biotech più diffuse sono quelle legate al mondo farmaceutico (che pesa per il 95 per cento in termini di fatturato e impiega oltre 25 mila addetti di cui più di 6.000 impegnati in attività di ricerca e sviluppo) ma non sono le sole. La green biotechnology, ad esempio, riguarda i processi agricoli mentre la white (o grey) si occupa dei processi biotech legati al mondo industriale.

«Nel 2008 – ha commentato Stefano Milani, CEO Blossom Associati – il comparto ha consolidato il trend positivo di sviluppo, confermando di saper rispondere alla sfida globale dell’economia della conoscenza. Le prospettive sono di sicuro interesse, dato che, secondo le nostre stime, il 51% delle imprese italiane censite ha forti prospettive di crescita. La prossima sfida sarà quella di promuovere una leadership internazionale: molto dipenderà dalla capacità di innovare creando idee di business che non pongano limiti al potenziale di crescita e di valore, rafforzando i legami con i network internazionali, sviluppando competenze manageriali, scientifiche e professionali specifiche per il settore e infine garantendo certezza sui tempi di concessione delle autorizzazioni e delle sperimentazioni cliniche»

«Il biotech italiano sta vivendo una fase di grande produttività, come dimostra l’alto numero di prodotti in sviluppo nel settore della cura della salute, oggi ben 84 rispetto ai soli 30 dell’inizio del 2006 – ha commentato Roberto Gradnik, Presidente Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica.  

«Oggi il biotech in Italia – ha affermato Sergio Dompé, Presidente di Farmindustria – gioca un ruolo di primo piano grazie anche alle 228 imprese di cui 168 operanti nell’area della salute, caratterizzate da un alto profilo innovativo. Proprio dalla ricerca biotech è possibile individuare, prevenire e curare efficacemente diverse patologie. In alcuni casi i trattamenti biotech rappresentano l’unica possibilità di cura, soprattutto in un’area complessa e delicata come quella delle malattie rare».

«La collaborazione tra ricerca pubblica, privata, no profit e industria nel lungo periodo – ha spiegato Dompé – produrrà non solo nuove cure ma anche, per chi è disposto a investire, un’opportunità di crescita. In Italia l’industria biotech rappresenta una promettente realtà con i circa 4,6 miliardi di euro di fatturato e vede crescere le sinergie con le imprese del farmaco, un settore che nel 2007, ha investito in ricerca più del 10% delle vendite».

 

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Pubblicato il 29 Maggio 2008
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