Truffe ai concessionari, otto arresti
Ottenevano finanziamenti con documenti falsi per acquistare automobili di lusso che rivendevano in Italia e in Marocco. Dovranno rispondere di associazione per delinquere
Truffavano concessionarie d’automobili e centri commerciali falsificando documenti e buste paga per ottenere finanziamenti con i quali acquistavano macchine e beni di lusso che poi rivendevano a minor prezzo in Italia e in Marocco. Naturalmente le finanziarie che concedevano il prestito per l’acquisto dei beni non rivedevano più una lira dei soldi prestati, circa 320 mila euro, quelli accertati finora. In manette sono finite otto persone: Giuseppe Malta, 45 anni, e il figlio Antonio, di 21 anni, entrambi di Arsago Seprio; Antonio Buffone, 54 anni, e Ambrosi Cristina, 37 anni, di Albizzate, Luca Pertile, 44 anni, di Somma Lombardo, Giuseppina Grechi, 57 anni, di Borgomanero, Marco Carlo Maria Verza, 46 anni, di Milano e Chandhly Ben Salah Khayati, 42 anni, di Cavaria. Tutti dovranno rispondere del reato di associazione per delinquere per la commissione dei reati di truffa, falsità ideologica, possesso e fabbricazione di documenti d’identità falsi, ricettazione e sostituzione di persona.
(foto sopra, da sinistra: Alfredo Magliozzi, comandante della Polizia Stradale, e Gianluca Dalfino, comandante delle Volanti)
A mettere la polizia stradale sulle tracce dell’organizzazione sono stati i documenti contraffatti: buste paga, codici fiscali, carte d’identità che riportavano le foto degli arrestati e le generalità di persone realmente esistenti e, in alcuni casi, morte da tempo. In un’occasione, forse traditi dall’eccessiva sicurezza, hanno utilizzato anche un cognome di uno dei componenti dell’organizzazione, falsificando solo il nome.
Con i documenti falsi i truffatori aprivano conti correnti su cui facevano addebitare le rate del finanziamento ottenuto. Il meccanismo era ben congegnato, perché tutti i passaggi, richiesti per acquistare un bene ricorrendo a un prestito, erano rispettati. In alcuni casi i truffatori, dopo aver venduto l’automobile all’estero. riuscivano a ottenere anche il rimborso dell’assicurazione, denunciandone il furto.
Gli agenti della stradale hanno incrociato tutti i dati in loro possesso fino a risalire all’identità dei capi e dei gregari della banda. «Ci sono dei particolari difficili da rilevare e solo la grande esperienza e professionalità dei nostri uomini ha permesso di individuare i documenti falsi» ha detto Alfredo Magliozzi, comandante della Polizia Stradale di Varese.
Gli inquirenti hanno eseguito 15 perquisizioni e recuperato 9 automobili. I concessionari truffati sono a Cassano Magnago, Busto Arsizio, Fagnano Olona e Milano.
Le indagini, coordinate dalla procura di Busto Arsizio, sono ancora in corso.
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