A Legnano la Franco Tosi parla hindi

Nuovo acquirente della storica azienda è il gruppo Gammon, con sede in India

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A Legnano ormai si parla in Hindi. No, non è l’immigrazione la fonte del cambiamento "linguistico" ma l’economia: la scorsa settimana la Franco Tosi, storica azienda legnanese del settore metalmecanico con oltre un secolo di vita alle spalle, è passata sotto il controllo del grande gruppo multinazionale Gammon, che ha base in India.

La svolta era attesa da tempo: la firma del contratto venerdì scorso era stata preceduta da un accordo preliminare siglato in maggio. La nuova situazione societaria vede Gammon "in sella" con il 75,1% delle quote, acquistate per 40 milioni di euro, mentre il 25% rimane in Franco Tosi, preservando la presenza in CdA della gestione uscente di Casti Group, capitanata dall’imprenditore Gianfranco Castiglioni.

Gammon è un grande gruppo di ingegneria civile che realizza un po’ di tutto nel ricco mercato asiatico, in perenne espansione: trasporti, energia, edilizia, infrastrutture, servizi ambientali. Un mondo da costruire. E Gammon, come Franco Tosi, è un’azienda storica, esistente da oltre cent’anni, che ha trovato nell’impresa legnanese un partner ideale per allargare il proprio "giro" nel campo energetico, contando su asset già esistenti: competenze sviluppate nei decenni e costantemente aggiornate, e su un’impiantistica di un livello insuperato in Italia. Le turbine di Franco Tosi andranno ad alimentare le centrali idroelettriche, spesso di imponenti dimensioni, che stanno sorgendo nell’Asia affamata d’energia. Si è dunque concluso con la salvaguardia dell’integrità dell’azienda, "rimpolpata" dalle risorse finanziarie venute da Oriente, un passaggio delicato nella storia di Franco Tosi. Se son rose fioriranno: e forse la volontà di fare di Legnano un vero distretto elettromeccanico integrato, affiancando all’azienda altre importanti realtà cittadine, potrà sfociare nell’auspicato rilancio produttivo.

La notizia dell’accordo è accolta positivamente, anche se con prudenza. Il sindaco di Legnano Lorenzo Vitali si dice «tranquillo» al riguardo. «Presto mi rivedrò con i vertici aziendali, e per ora sembra che la continuità sdegli indirizzi industriali sia garantita. Si tratta di uno sviluppo certamente importante, oltretutto recepito dai sindacati. Per ora si tratta senz’altro di segnali positivi, anche se vedremo le carte al momento opportuno». Più o meno sulla stessa linea Primo Minelli, segretario CGIL per il Ticino-Olona. «Che la Franco Tosi avesse necessità di un’internazionalizzaizone forte era sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo dare atto alla proprietà (Casti Group) di averlo compreso e di aver agito in tal senso». Tutto bene, dunque? «È chiaro che ora le prospettive si fanno potenzialmente davvero interessanti. Attendiamo il piano industriale per esprimere giudizi, siamo abituati alla prudenza per natura. Ci attendiamo novità importanti su livelli occupazionali, investimenti e linee produttive: entro un mese sapremo che futuro attende l’azienda». L’atmosfera è improntata a un certo ottimismo, le prime dichiarazioni del nuovo socio di maggioranza parlano non solo di pieno mantenimento dell’occupazione attuale (650 dipendenti circa), ma di possibili ulteriori assunzioni di personale. Ovviamente il sindacalista affetta la massima prudenza: «Non neghiamo che questo faccia piacere, tuttavia è prematuro sbilanciarsi sul sentito dire. Aspettiamo i fatti».

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Pubblicato il 13 Giugno 2008
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