Casa Ricordi, quelli che “inventarono” Verdi e Tenco

Uno degli ultimi discendenti della famiglia che ha diffuso l'opera lirica nel Bel Paese e "inventato i cantatutori" si chiama Claudio Ricordi e risiede a Venegono Superiore

Casa Ricordi resta ancora oggi uno dei miti di casa nostra. Un mito di cui si sta festeggiando il bicentenario, dato che la prestigiosa dinasty milanese di editori musicali mosse i primi passi, con il fondatore Giovanni Ricordi, nel lontano 1808. Parlare di Ricordi è come dire Teatro alla Scala, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini. E’ certamente meno noto il fatto che uno degli ultimi discendenti dell’illustre casato, che ha diffuso ovunque la leggendaria opera lirica del Bel Paese, si chiama Claudio Ricordi e risiede a Venegono Superiore. Sessantenne, Claudio rappresenta l’ottava generazione della Casa e naturalmente (nomen omen) è un grande appassionato di musica, anche se lui dribbla su un più modesto “autore di programmi radiofonici”, una carriera partita dai microfoni dell’emittente “Radio Popolare”.

«No, il cognome non è un peso – assicura Claudio, baffi e pizzetto che ricordano i severi ritratti degli antenati -. Ci si rende conto delle implicazioni molto dopo che è nata la passione per la musica che, invece, è immediata». Tra i suoi autori preferiti c’è Puccini (“bastano tre battute e capisci che è musica sua”), di cui confessa di possedere un orologio a pendolo donato dal musicista a uno dei Ricordi. Ed è proprio Claudio il protagonista, a Varese, del primo degli “Eventi Feltrinelli”, gli appuntamenti culturali proposti dalla nuova libreria di Corso Moro. Presenta “La Musica dei Ricordi”, tre appuntamenti che si terranno a Venegono Superiore, presso Villa Caproni, venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 giugno, in collaborazione con l’associazione venegonese “Sui sentieri della musica”. «Una serie di concerti – continua il Ricordi varesino, direttore artistico della rassegna – che ha l’ambizione di rilanciare la conoscenza di Casa Ricordi, a partire da una figura spesso sottovalutata come Giulio Ricordi, al quale è dedicata la prima serata».

Il maestro Francesco Miotti accenna, tra gli scaffali della libreria, qualche melodia di Giulio, vulcanico personaggio che, oltre a tenere le redini della casa editrice, fu pittore e musicista. Un lavoro prezioso, la riscoperta degli spartiti di Giulio, resa possibile dal paziente lavoro di ricerca del giornalista e scrittore Mario Chiodetti, che per anni ha rincorso, in botteghe di modernariato e oscuri mercatini, le preziose edizioni Liberty di Casa Ricordi. «Giulio era veramente speciale – spiega Claudio Ricordi-: firmava la sua musica con lo pseudonimo di Jules Burgmein e non volle mai fare rappresentare le sue opere alla Scala, una eccessiva facilitazione (il teatro era una seconda casa dei Ricordi) che rifiutò con orgoglio».

Una storia, quella dei Ricordi, intrecciata al nostro territorio. Di Giulio restano delicati acquerelli che ritraggono le vie e le case di Barasso. Da queste parti e nel Comasco la famiglia possedeva ville: a Cadenabbia esiste ancora Villa Ricordi, quella in cui, scoppiato un temporale mentre Giuseppe Verdi era ospite, ispirò al cigno di Busseto la scena del temporale della “Traviata” (a Verdi e a Puccini è dedicata la seconda serata a Villa Caproni).

I concerti dei Ricordi si chiudono con una serata che è un omaggio a Nanni Ricordi, pronipote di Giulio, altro grande personaggio. «Fu lui ad inventare i cantautori – dice Claudio – dato che, per la Dischi Ricordi, lanciò come editore Sergio Endrigo, Gino Paoli, Luigi Tenco».

Una famiglia entrata nel mito, con salde radici anche sul nostro territorio.

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Pubblicato il 21 Giugno 2008
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