Da rifugiati a cittadini: un percorso possibile

I risultati della ricerca saranno presentati martedì 24 giugno in un incontro pubblico nella sala consiliare del Comune di Malnate

Negli ultimi due anni è stata registrata in Lombardia una presenza record di richiedenti asilo e rifugiati politici. Il boom è dipeso, da un lato, dall’aumento degli sbarchi all’aeroporto di Malpensa, arrivati al migliaio nel 2006 e nel 2007, tre volte la media degli anni precedenti; dall’altro, dall’arrivo massiccio dei richiedenti asilo identificati nei centri del Sud che non avendo trovato possibilità di integrazione sociale là dove sono approdati, hanno cercato una chance al Nord. Questo fenomeno ha messo in crisi la rete di accoglienza.
In questo contesto, le cooperative del Consorzio Farsi Prossimo che gestiscono il 60% dei posti letto messi a disposizione in Lombardia dallo Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), hanno sperimentato un innovativo progetto: “Cittadini possibili”. Grazie a questo progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo e di cui il Consorzio Farsi Prossimo è stato capofila, circa 200 persone – un terzo delle quali
provenienti proprio da situazione di gravissima emarginazione – hanno beneficiato di azioni di orientamento al lavoro e alla casa. Questo sistema di accoglienza, riconosciuto come buona prassi dalle istituzioni e dagli esperti, sarà illustrato martedì 24 giugno in un incontro pubblico nella sala consiliare del Comune di Malnate.
Intervengono Massimo Minelli, presidente del Consorzio Farsi Prossimo, capofila del progetto, Marina Consolaro, presidente del Consorzio Sol.Co. Varese, Roberto Guaglianone della cooperativa Le Querce di Mamre e coordinatore del progetto, i ricercatori Chiara Marchetti (Università degli Studi di Milano) e Lorenzo Radice (Consorzio Farsi Prossimo).
Dall’inizio di aprile, in seguito alla sospensione di alcune rotte, gli arrivi a Malpensa sono diminuiti. Tuttavia, così come previsto dal sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che funziona su scala nazionale, i centri di accoglienza varesini hanno continuato a ricevere ospiti giunti in Italia passando attraverso altre frontiere. Al momento, infatti,
con 68 ospiti su 73 posti, le strutture Sprar presenti nel territorio della Provincia sono quasi al completo. Per la capacità di accoglienza e il know how acquisti, Varese rimane dunque un modello e un presidio irrinunciabili per il nostro Paese, come la stessa ricerca dimostra.

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Pubblicato il 19 Giugno 2008
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