Scuole chiuse è il boom degli oratori

Da lunedì 9 giugno partono le attività estive e sempre più famiglie scelgono di mandare i ragazzi nei centri gestiti dalle parrocchie. Costano poco e danno un servizio di qualità

Benedetti oratori! Chiuse le scuole si spalancano le porte dell’oratorio estivo, luogo scelto da un numero sempre crescente di famiglie per far trascorrere buona parte dell’estate ai figli.
E non perché siano in aumento le “conversioni” quanto perché, non sembri irriverente dirlo, i costi sono contenuti.  Effetto del carovita che ha costretto i genitori a trovare soluzioni alternative ai centri estivi comunali o ai campi estivi promossi da club sportivi, associazioni private, o parchi naturali.
All’oratorio la “retta” altro non è che una cifra simbolica, circa 12 euro alla settimana, più il buono pasto che varia a seconda dell’offerta del singolo oratorio, mentre la merenda è gratis; nel caso dei campi organizzati dai club spesso la cifra può arrivare, e superare, anche 100 euro a settimana. La differenza è notevole. Ma, è giusto dirlo, non è solo l’aspetto economico a spingere le famiglie a optare per l’oratorio. L’offerta, con l’andar del tempo, è migliorata e le proposte sono sempre più attente alle esigenze dei ragazzi e si sono evolute con l’evoluzione dei tempi. I primi risultati già si vedono. Un boom di iscrizioni. Secondo i primi calcoli, che non tengono conto delle adesioni dell’ultimo momento, l’aumento delle iscrizioni negli oratori della diocesi di Milano, 1300 circa, è di circa il 15 per cento in più rispetto agli ultimi anni. I bambini saranno quindi ben più dei 400 mila che hanno giocato lo scorso anno negli oratori lombardi.
E la Provincia di Varese non fa eccezione. Quest’anno, poi, si parte già lunedì 9 giugno, con una settimana di anticipo rispetto al passato, quando i genitori dovevano ingegnarsi per trovare una sistemazione almeno per la prima settimana dalla fine della scuola.
Il tema dell’oratorio estivo 2008 è “Passi in Piazza”:  si legge sul sito della chiesa di Milano «l’oratorio sarà ora la chiesa, ora il municipio, ora il mercato, ora il bar, ora il parco e, modellandosi secondo i vari ambiti della vita civile, rappresenterà i luoghi della vita sociale, svelerà le loro potenzialità, la loro ricchezza e bellezza». Via quindi con gite, giochi in strada, nelle piazze, scambi tra oratori e, ovviamente momenti di preghiera; ma non mancano i laboratori, gare e sfide. Insomma, un momento di crescita a 360 gradi.
Una crescita seguita dagli animatori, ragazzi giovani, dai 15 ai 25 anni, che devono avere spirito di iniziativa, ed energia da vendere: a loro il compito di seguire i bambini fino alle 17 o in alcuni casi alle 18 di ogni giorno, quest’anno fino all’11 luglio.  Insomma, gli animatori sono quelli che ci devono “mettere l’anima”…A loro spetta il compito più difficile far funzionare “il meccanismo” e fare in modo che i ragazzi imparino a convivere per l’intera giornata. Il ruolo di un genitore alle prese non con due figli, non con tre, ma con cento, centocinquanta
.
Per questo la formazione degli animatori è severa e le riunioni con il "don" sono pressoché quotidiane.
In alcune città, le più grandi come Milano o quelle di periferia, il compito è reso ancora più complicato dalla presenza di numerosi ragazzi stranieri: «I mattoni delle nostre nuove piazze saranno “passi” in movimento – dice ancora il sito della Diocesi Dovremo invitare tutti ad uscire dalle nostre solite compagnie per incontrare nuove forme di socialità e intercultura, per farsi carico responsabilmente del mondo e per abitare, con incisività e apertura, i tempi e gli spazi della vita sociale».

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Pubblicato il 08 Giugno 2008
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