Galanda c’è: “Mi piace il progetto della nuova Cimberio”

Il lungo si conferma in biancorosso: sarà il nuovo capitano di Varese. «Dopo la nascita di Martina avevo bisogno di un po' di tempo. Felice per essere rimasto»

La fascia di capitano della Pallacanestro Varese, quella che ha avuto come ultimi padroni Cecco Vescovi, Andrea Meneghin e Sandro De Pol, dalla prossima stagione sarà virtualmente al braccio di Giacomo Galanda. Il lungo veronese e la società hanno definitivamente sciolto le riserve: Gek sarà ancora un giocatore della Cimberio, nonostante la discesa agli inferi della A2, e ciò riporta idealmente e immediatamente i biancorossi nella prima fascia di squadre, quelle cioé che possono partire pensando alla risalita. Già, perché in LegaDue Galanda (foto S. Raso), anche a 33 anni, vale quanto un americano: a coach Pillastrini il compito di farlo rendere al meglio, ma di certo per Varese la sua presenza è un tassello fondamentale.

L’attesa per i tifosi è terminata. Galanda, ci dica lei dove sarà il prossimo campionato.
«Oggi ve lo posso dire con certezza. Giocherò ancora a Varese e ne sono felice. Ci sono tutti i presupposti per fare bene, coach Pillastrini ha voluto parlarmi fin da subito e nel complesso mi piace il progetto per la nuova Cimberio. Sono contento, alla fine la mia è stata una scelta consapevole e ponderata».

Cos’è successo in questo mese di tempo? C’erano dei problemi che hanno ritardato questa scelta?
«No, semplicemente avevo chiesto alla società di lasciarmi un po’ di spazio prima di decidere. Prima è nata Martina, poi avevo l’impegno con il camp in Val di Non che porta il mio nome e infine avevo bisogno di valutare bene la situazione. Senza la retrocessione non ci sarebbero stati problemi, così avevo bisogno di organizzarmi, anche perché comunque dal mercato sono arrivate richieste da vagliare».

Con che casacca abbiamo "rischiato" di vederla? Italiana (qualcuno ipotizzava la Fortitudo) o straniera?
«Preferisco non fare i nomi, e comunque la Fortitudo ci aveva provato l’anno scorso, non ora. Diciamo che ci sono stati molti interessamenti soprattutto da squadre italiane, anche se poi le proposte reali sono state meno numerose».

Sembra che Pillastrini la voglia utilizzare più da pivot che da ala forte. Lei che ne pensa?
«Nella mia carriera mi è capitato pure di fare l’ala piccola: non è un problema quello del ruolo, e neppure quello dei punti che segnerò. L’importante è vincere le partite. Chiaro che in LegaDue cambiano diverse cose in campo: ci sono pochi centri puri, c’è parecchio gioco perimetrale. In questo senso forse mi sarà possibile scendere a giocare spalle a canestro e colpire da lì. Ma sono tutte cose che vedremo con il coach e i compagni. Io mi adatto senza fare troppe storie».

Con l’arrivo di Childress Varese ha fatto una scelta decisa sulla regia. È possibile una sua convivenza con Marco Passera?
«Childress non lo scopro io: ha esperienza da vendere e tanta qualità. Ha anche 37 anni, quindi la presenza di Passera che può giocare insieme a lui o da solo non è altro che una marcia in più per la nostra squadra».

Doveroso un aggiornamento sulla famiglia. Come stanno la piccola Martina e sua moglie?
«Tutto bene, grazie. Ora ci stiamo godendo qualche giorno insieme di relax dopo il trambusto normale seguito al fiocco rosa. Da quest’anno avremo una tifosa in più».

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Pubblicato il 15 Luglio 2008
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