Pd: “Su Amsc servono chiarimenti pubblici”
Il Partito Democratico cittadino elenca una serie di problemi, inadempienze, gestione finanziaria ed economica deficitaria della multiservizi comunale
Riceviamo e pubblichiamo la nota del Partito Democratico di Gallarate che attacca l’amministrazione comunale e i vertici della multiservizi comunali Amsc per la gestione economico-finanziaria della società
Il Coordinamento cittadino del Partito Democratico ha esaminato nella riunione di giovedì 17 luglio la situazione del gruppo AMSC rilevando elementi di grave preoccupazione.
Lo stato dei conti, alla luce dei bilanci consuntivi
La posizione finanziaria netta del gruppo AMSC è passata in pochi anni da un attivo superiore ai 12 milioni di euro del 2001 (anno in cui la presidenza delle aziende è stata affidata a Nino Caianiello) fino all’attuale deficit di circa 17 milioni: nel giro di sette anni sono state utilizzate dal gruppo risorse finanziarie per 29 milioni di euro a fronte di investimenti e conferimenti e acquisizioni la cui finalità e utilità aziendale deve essere attentamente ed analiticamente riconsiderata.
La presenza di un mutuo di 5 milioni di euro per “ribilanciare la situazione finanziaria”, per altro appesantita da crediti verso clienti in misura estremamente rilevante, unitamente ai 9 milioni di euro di fideiussioni prestate a società controllate, sono segnali di una aggravata situazione gestionale.
Particolarmente oscure appaiono, in particolare, le scelte relative agli impegni della società Seprio Real Estate. La fonte delle risorse utilizzate da tale società, così come i pesanti impegni derivati, dovranno essere oggetto di particolare attenzione e doverosi chiarimenti.
Come ulteriore elemento di preoccupazione il Partito Democratico rileva come la situazione di bilancio sia ormai da anni, costantemente, in progressivo e sempre più rapido aggravamento.
A fronte di questa situazione,
• non viene enunciata, e non traspare dai bilanci previsionali né dalle scarne relazioni in nostro possesso, una strategia a medio e lungo termine sia per quanto riguarda la globalità dei settori, sia per le specifiche aree di intervento;
• non appaiono chiare, ai fini della trasparenza e del raggiungimento degli obiettivi e dei risultati economici, le motivazioni della innaturale frammentazione delle varie società, alcune non operative ancorché capitalizzate;
• non esiste un bilancio consolidato e manca un collegamento orizzontale fra le diverse aziende del gruppo;
• la stessa relazione della scietà di consulenza incaricata da AMSC evidenzia come la struttura dirigenziale siia evidentemente inadeguata alla complessità dei diversi settori di attività, con un organigramma in cui non sono chiare le deleghe, le funzioni e i riferimenti gerarchici;
• c’è un evidente e pericolosa concentrazione di potere nelle mani di una sola persona, Nino Caianiello, vertice operativo in ben 10 società del gruppo (9 volte come presidente ed una come Amministratore Delegato), unico tramite di collegamento fra le diverse aziende controllate e collegate. Si tratta di una situazione che è assolutamente anomala in società di queste dimensioni e che risulta particolarmente grave nel settore pubblico. Al di là di ogni altra valutazione di carattere politico occorre rilevare che, se dovesse mancare per un qualsiasi motivo questo unico punto di riferimento, le società del gruppo – con questa impropria struttura direzionale – si troverebbero immediatamente in una situazione di enorme difficoltà gestionale.
• la situazione amministrativa è caratterizzata da una generale opacità sui conti, sugli obiettivi e sui criteri gestionali: l’azionista di maggioranza, il Comune di Gallarate, non è messo in grado di valutare preventivamente – a livello di consiglio comunale – le strategie di intervento, né viene aggiornato con tempestività e con la necessaria frequenza sull’evoluzione dei conti e sullo stato dei servizi.
Emblematica, in questo caso, la vicenda della “spedizione oltremare”, in Sardegna, con la partecipazione di AMSC alla metanizzazione dell’isola senza una precisa strategia di intervento, con un contenzioso giudiziario in corso e con la prospettiva – nel migliore dei casi – di una ulteriore pesante esposizione debitoria per il finanziamento dell’avventura.
• Le prossime ineludibili scadenze per AMSC necessariamente legate all’accorpamento e fusione con altre holding, richiedono invece un’azienda sana e trasparente, gestita in modo professionale da manager capaci e credibili nel momento in cui si presentano al confronto con i rappresentanti di un mercato aperto ed evoluto.
In una situazione di questo genere il maggiore partito di opposizione ha il dovere, prima che il diritto, di intervenire a tutela dei cittadini gallaratesi.
Il “caso” è politico, prima che amministrativo, e necessita di risposte chiare a livello politico.
In questo senso noi pensiamo che si debba porre in discussione la questione di AMSC in modo pubblico ed urgente, pur nell’imminenza della pausa estiva.
Noi chiediamo quindi, esplicitamente, se intenda questa maggioranza, in questa situazione di grave ed evidente difficoltà in un settore vitale per l’economia cittadina, aprirsi al confronto e alla collaborazione, nella giusta divisione dei ruoli fra chi governa e chi controlla, con le forze politiche di minoranza.
Se questo è l’intendimento, noi non possiamo sottrarci al dovere di dare il nostro contributo, da subito, alla soluzione dei gravi problemi che oggi riguardano il gruppo AMSC.
A questo primo passo, immediato, dovrà poi seguire – coerentemente – un nuovo, diverso e più puntuale rapporto fra AMSC e l’azionista Comune di Gallarate e, per questo, con il Consiglio Comunale.
Solo da qui potrà poi partire una ridefinizione degli obiettivi di AMSC e una valutazione delle strategie da mettere in campo.
Noi pensiamo che l’azienda pubblica abbia senz’altro un senso, oggi, là dove garantisce la fornitura di servizi alla collettività in modo migliore rispetto al privato, con maggiori economie per gli utenti e con un vantaggio reale per la cittadinanza che ne è azionista.
Al contrario, in presenza di una azienda pubblica ridotta solo a gestione di potere e di personale, con oneri sempre più pesanti a carico di cittadini che risultano doppiamente penalizzati, come utenti e come proprietari, occorre doverosamente prendere atto della necessità di un indispensabile ripensamento in merito a chi (e come) ha retto in questi anni un bene comune di questa portata e con questi risultati.
Particolare preoccupazione il Partito Democratico esprime infine, in questa situazione, per le possibili gravi conseguenze occupazionali per i dipendenti di AMSC e per i lavoratori delle cooperative che collaborano con le società del gruppo.
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