Sepolte da secoli, resuscitate per caso
Il recente restauro della Villa Napoleonica ha portato alla luce nel parco due belle e antiche opere: un alvatoio e una ghiacciaia
Togli la patina e trovi un tesoro. Non è la descrizione di un "gratta e vinci", ma l’altra faccia delle Ville Ponti. I lavori di restauro della Villa Napoleonica hanno infatti rivelato ciò che per anni è rimasto dimenticato, seppellito sotto la coltre del tempo, nell’indifferenza incolpevole della civiltà moderna, che pure è lì a pochi passi. L’acqua sorgiva ha continuato a sgorgare limpida per secoli adagiandosi in un lavatoio di pietra, che però era sepolto da foglie e detriti. Sul muro c’è ancora il segno del "tappo" di terra che nascondeva l’angolo prezioso. Oggi si puo’ vedere e soprattutto provare. Nell’infernale calura di luglio, quei vetusti gradini in pietra, accompagnati da un bel corrimano in ferro, conducono al fresco paradiso. La temperatura cambia di colpo e nella vasca rettangolare i riverberi della luce decorano la superficie liquida con disegni fantasiosi. «Quell’acqua fino ad ora ignorata – dice Augusto Vendemmiati, responsabile della manutenzione delle Ville Ponti, servirà a irrigare il parco».
L’altra scoperta è la ghiacciaia: un cunicolo sbarrato da una grata, lungo una quindicina di metri, che per entrarci bisogna abbassarsi, con una botola al centro. Mister Ignis, ovvero il Giovanni Borghi del miracolo italiano, all’epoca non era nemmeno tra le cose immaginabili, ma quel cunicolo dove veniva depositato il ghiaccio prelevato dal lago di Varese e portato con i carretti sul colle di Biumo, altro non era che il frigorifero della famiglia Ponti.
Da che mondo è mondo, una villa antica non puo’ non avere passaggi segreti, cunicoli e vie di comunicazione degne di una catacomba. Le Ville Ponti ce li hanno, magari non tutto è mappato, ma di tanto in tanto, come in questo caso, saltano fuori.
«All’estero valorizzano anche le minime cose. Noi, in Italia, siamo troppo abituati al bello e lo diamo per scontato». L’osservazione, per niente scontata, è di Bruno Amoroso, presidente della Camera di Commercio.
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