Schwazer, l’oro della fatica

Arriva la settima vittoria azzurra a Pechino. Il marciatore domina la massacrante 50 chilometri di marcia. Nel pugilato Picardi perde ma è di bronzo

Sulla marcia italiana non tramonta mai il sole. Nella notte europea che corrisponde a una luminosa mattinata a Pechino, la disciplina storica della nostra atletica si conferma ad altissimo livello, consegnando la settima medaglia d’oro di questa spedizione olimpica.
A vincere la gara più lunga e massacrante dei Giochi, la 50 chilometri di marcia maschile, è stato l’altoatesino di stanza a Saluzzo, Alex Schwazer. Il biondo allievo di Sandro Damilano era il favorito e ha mostrato fin da subito di gradire questo "incarico". Ha tenuto il ritmo alto, trascinato con sé alcuni avversari staccati poi con il passare del tempo e dei chilometri.

E al termine del massacrante percorso, coperto in meno di 3 ore e 38′ un tempo eccellente, Schwazer ha avuto ancora le forze per esultare a lungo, con un giro d’onore che non finiva mai nonostante il tentativo di controllo del "solito" funzinario di pista cinese. Una vittoria voluta, dopo la morte del nonno (Alex ha gareggiato con il lutto sulla canottiera, chissà se il Cio ha gradito) e dopo la delusione dei Mondiali del 2007 quando colse il terzo posto.
Il pianto davanti alle telecamere Rai ha reso per qualche minuto più umano questo superman della marcia di soli 23 anni, che arriva da un paesino – Calice – di soli 31 abitanti.

Nella notte al medagliere azzurro si è aggiunto anche il bronzo di Vincenzo Picardi nel torneo di boxe: l’italiano si è dovuto arrendere al più forte thailandese ma ha comunque coronato un’Olimpiade da incorniciare. Un altro italiano, Clemente Russo, è approdato in finale dopo aver battuto con un netto 7-1 l’americano Wilder nella categoria 91 Kg.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 agosto 2008
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