Zambia ultima tappa: Le cascate e il ritorno

Si è concluso lunedì 18 il viaggio di un gruppo di giovani degli oratori di Giubiano e Bustecche alla scoperta del paese africano

Partiamo per Livingstone (estremo sud dello Zambia) per starci 3 giorni. Strada agevole per molti chilometri, tranne gli ultimi 60 che costringono il nostro autista a fare lo slalom tra le buche dell’asfalto.
Livingstone è una cittadina vivace al confine tra 4 stati: Zambia, Zimbabwe, Botswana e Namibia. E’ luogo di grande attrazione turistica anzitutto per le cascate Vittoria. Rimaniamo anche noi a bocca aperta davanti all’imponenza straordinaria di questa spaccatura della terra che costringe il fiume Zambesi ad un salto di oltre 100 metri per una larghezza di 1 km circa.
"Fumo che Tuona" le chiamavano gli africani prima che fossero ribattezzate con l’attuale nome dall’esploratore inglese Livingstone. Il giorno dopo (il 14 agosto) entriamo in un safari park dove vediamo scimmie, giraffe, facoceri eccetera. Scrutiamo tra gli alberi e le radure per incrociare il re degli animali, ma niente da fare. Dopo un pranzo al sacco in riva allo Zambesi, usciamo da parco e andiamo a comprare gli oggetti tipici dello Zambia…la contrattazione in certi momenti è in stile arabo, ma alla fine usciamo contenti noi e i commercianti.

Notiamo che intorno a noi a Livingstone ci sono più bianchi che negli altri posti visitati, ma dall’altra parte che in questa città ci sono mendicanti, cosa che non avevamo incontrato in nessun’altro luogo.
Sabato 16 agosto è l’ultimo giorno a disposizione e visitiamo Chikuni. Da qui, più di 100 anni fa, è partita ad opera dei gesuiti l’evangelizzazione dello Zambia meridionale. Incontriamo Padre Frank Wafer, gentilissimo ottantenne che ha speso la sua vita a conoscere e far conoscere la cultura di questo popolo, pubblicando libri e curando la formazione di molte persone. Sempre a Chicuni opera da tre anni una dottoressa italiana, Claudia Caracciolo, che con volontari del paese e aiuti esterni gestisce l’ospedale, che cerca di fornire, nella maniera più adeguatala, cura alle malattie qui più diffuse, di cui la prima è l’AIDS. Nel pomeriggio la dottoressa ci porta a visitare la parrocchia e la radio, mezzo con cui nei villaggi fanno scuola e prevenzione.

Ne ricaviamo l’impressione di una realtà attiva e serena, che nel rispetto profondo di questo popolo cerca però di aiutarlo e di renderlo consapevole dei suoi doni.
Domenica 17 alle 8 partiamo per l’aeroporto di Lusaka. Sono passate solo due settimane ma ci sembra di essere qui da due mesi, tante sono le persone, le realtà, i paesaggi incontrati. Ci riproponiamo di fare tesoro di tutto quello che abbiamo visto. Ad ognuno di noi il compito di proseguire nella conoscenza e nella gratitudine.  Alle ore 12 di lunedì 18 puntuale il nostro aereo atterra a Milano Linate.  
                                                  
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2008
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