La storia di Flavija, “una buona notizia”

La studentessa albanese premiata dal Comune di Busto Arsizio risponde ai commenti dei lettori

La storia di Flavija Shega da Durazzo e del suo caso di successo negli studi e nell’integrazione ha scatenato i lettori di Varesenews nella sezione commenti. C’è chi le ha fatto i complimenti, la maggior parte, c’è chi non ha ritenuto la storia una notizia e c’è chi non l’ha apprezzata invitandola, addirittura, a tornare in Albania. Anna B. scrive: «Brava, brava, brava ! Essendo una clandestina e dato che qui di lavoro non ce n’è se non portandolo via alle nostre ragazze, adesso se ne deve tornare in Albania oppure può andare nello Stato del Vaticano (hanno detto di accoglierli a braccia aperte e allora perchè il Vaticano non lo fa ?)» mentre MV rincara la dose con spregio: «Spero che adesso che si è laureata se ne torni in Albania ! Se andiamo avanti così, scopriremo ben presto la menzogna dell’affermazione: "gli extracomunitari fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare" ! Tra vent’anni avremo ingegneri, dottori, avvocati, dirigenti ecc. extracomunitari e noi italiani dovremo fare i loro servi! Basta immigrati!».
E’ la stessa Flavija a rispondere, contattata direttamente da Varesenews: «Chi commenta in questo modo è vittima dell’ignoranza e non può capire.La mia è solo una storia a lieto fine e forse a qualcuno può dare fastidio perchè farebbe crollare le sue certezze e cioè immigrati uguale delinquenti». In realtà nel mondo dei commentatori sono in molti quelli che le fanno i complimenti e che la spingono ad andare avanti anche se qualcuno non ritiene la sua storia una notizia degna di pubblicazione come sostiene "e quindi": «non ci vedo proprio nulla di cui scrivere una notizia in prima pagina…Poi di spregevole forse è tutta quella gente bigotta che si riempie la bocca di belle parole e finta solidarietà ma che non muove un dito per fermare il traffico di uomini a cui tutti i giorni dobbiamo assistere…per non parlare poi di tutti i ragazzi che non trovano posto nelle varie università perchè un tot di posti sono contingentati per sappiamo chi….ma questo è sempre un altro discorso», ma Flavija ha una risposta: «Il fatto che la mia storia sia sui giornali è frutto di una coincidenza e della volontà del giornalista di scrivere una storia positiva nel mare delle notizie negative che ci circondano. Magdi Allam, al pranzo che ha seguito la premiazione, mi ha detto una cosa importante: prima, quando c’erano gli sbarchi, si parlava molto degli albanesi in senso negativo ora che si sono integrati in gran parte non se ne parla più nè in positivo nè in negativo».
"Puntini sulle i", infatti, commenta così: «So benissimo che le universita’ italiane hanno piu’ studenti stranieri (era ora peraltro). Il punto e’ che una notizia che in altri paesi sarebbe normalissima in Italia viene pubblicata come cosa straordinaria! Sono anni che lo straniero ci viene presentato da una martellante propaganda come un problema d’ordine pubblico e non come una presenza normale e fisiologica! Di conseguenza la "sorpresa" di fronte ad una storia "positiva"». Forse sarebbe ora, e dopo i recenti fatti di Milano e Castelvolturno ce ne sarebbe bisogno, di cominciare una "martellante campagna" di casi positivi di integrazione.

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Pubblicato il 22 Settembre 2008
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