“Scegliere di fare il medico non basta”
Ci sono delle regole che vanno aldilà delle conoscenze scientifiche. Sono i principi del codice deontologico che un gruppo di professori dell'Insubria ha racchiuso e spiegato in un libro
«Ogni medico e anche ogni futuro medico, dovrà sempre tenere a mente quei principi etici che vanno aldilà delle proprie conoscenze scientifiche. Ci sono regole per il trattamento della privacy, per informare i pazienti, per comunicare con chi si trova in difficoltà. Si può decidere se diventare medico ma non scegliere come farlo». Lo spiega Mario Picozzi, professore del Dipartimento di medicina e salute pubblica che con i colleghi Mario Tavani e Gabriella Salvati ha firmato il Manuale di deontologia medica, edito da Giuffrè , che è stato presentato nel pomeriggio di oggi nell’aula magna di via Ravasi.
Picozzi, il vostro volume si rivolge ai medici ma anche agli studenti. Quanto è importante per un giovane conoscere questi principi?
«Il codice deontologico riguarda anche i futuri medici. È uno strumento che regola, anche dal punto di vista del diritto, i rapporti tra medico e paziente ed è importante che uno studente durante la sua formazione conosca questi principi legati all’etica della professione. Inoltre, questi principi rappresentano una base importante per le discussioni sui grandi temi che mobilitano la comunità scientifica».
Si riferisce però a temi che hanno a che fare con tutta la società, non solo i medici.
«Certo perché possono riguardare anche la vita e la sua interruzione. Il codice impone a un medico, ad esempio, di tener conto delle dichiarazioni anticipate effettuate dal proprio paziente. E pone gli stessi principi che hanno ispirato la Convenzione di Oviedo che rappresenta la carta della bioetica europea. Oggi, sempre di più, la medicina pone delle domande. Domande che riguardano tutti e che fanno riflettere tutta la società».
Anche la coscienza del singolo medico può rappresentare una garanzia del rispetto di questi principi?
«Come in ogni professione la coscienza del singolo è importante. In questo caso però ci sono dei punti di riferimento, quelli del codice deontologico, che devono essere alla base di ogni decisione».
Se dovesse scegliere un articolo che più di tutti rappresenta l’essenza dell’etica in medicina quale indicherebbe?
«Penso il consenso informato. Il malato può decidere se essere curato per una malattia ma ha il diritto di ricevere tutte le informazioni disponibili sulla sua salute. Questo può essere inteso come la sintesi di un aspetto fondamentale: il buon rapporto tra medico e paziente. La base per dare a chi si sta sottoponendo una cura la consapevolezza di quanto sta vivendo».
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