Varese: sorrisi in Comune, problemi allo stadio

La presentazione a Palazzo Estense rovinata dall'ultima circolare: sospese le deroghe, domenica si rischiano le porte chiuse. Ultimi giorni per gli abbonamenti. Coppa: qualificazione quasi certa

Va un po’ di traverso lo spumante preparato a Palazzo Estense in occasione della presentazione ufficiale del Varese 1910, un incontro servito a società e amministratori per consolidare un’amicizia nata nei giorni del passaggio di proprietà e proseguita in queste prime settimane di presidenza Rosati.

A rovinare in parte la festa è una circolare del Viminale diffusa alle prefetture di tutta Italia nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 settembre: il documento, firmato dal ministro Maroni in seguito ai fatti di Roma-Napoli (distruzione di un treno e una lunga serie di altre infrazioni degli ultras campani), avrà come conseguenza immediata la sospensione delle varie deroghe concesse nei mesi scorsi alle diverse società.
Tra queste pure il Varese, che aveva ottenuto la possibilità di adeguare il Franco Ossola alle nuove normative relative a biglietti nominali e steward entro il prossimo 30 settembre. Una possibilità che ad oggi è sfumata, quindi i biancorossi rischiano fortemente di esordire in casa domenica contro il temuto Olbia a porte chiuse. Per la verità proprio il sindaco Fontana tiene a dire che per gli abbonati potrebbero essere aperti i cancelli di Masnago, ma in questo momento anche questa circostanza pare difficile.
Insomma un bel guaio, su cui sarà presa una decisione solo sabato quando la commissione provinciale di vigilanza eseguirà il sopralluogo decisivo per certificare un’evenutale agibilità.

Un bel pasticcio, soprattutto in virtù che domenica doveva essere la giornata clou per la campagna abbonamenti, già costretta nei tempi dalla Siae che ha espressamente vietato la vendita delle tessere dopo la prima gara casalinga. Se consideriamo che negli anni corsi proprio nei giorni delle partite di campionato si erano registrati i picchi di abbonamento, ci si spiega bene la preoccupazione della dirigenza biancorossa, accorsa al completo a Palazzo Estense.

Un po’ di sereno arriva invece proprio dalle strette di mano tra il presidente Antonio Rosati e del suo staff con il sindaco Fontana, l’assessore comunale Zagatto e quello provinciale De Bernardi Martignoni. Una vicinanza tra società e istituzioni che fa piacere, anche per la necessità di fare fronte comune sulle problematiche relative al Franco Ossola dove sono in pieno svolgimento i lavori di sistemazione degli spogliatoi e degli altri locali sotto la tribuna coperta.
A riportare un po’ tutti sul piano sportivo, squadra al gran completo compresa, sono però state le parole di Pietro Carmignani. Il mister, che ha ringraziato il sindaco Fontana per l’invito e ha rivelato di aver giocato con lui anni fa nella squadra di calcio del Tennis Club Varese, ha parlato per qualche minuto alla platea composta dai suoi ragazzi, dalle autorità e dai giornalisti che d’abitudine seguono il Varese. «Prima passeggiavo nei Giardini Estensi che sono bellissimi e sono l’orgoglio di tutti i varesini, anche di quelli acquisiti come me. Sono contento che il sindaco ci abbia voluto proprio qui, perché rappresenta tutta la città e perché l’estate scorsa si è adoperato per il bene della società. Poi Luca Sogliano ha costruito una squadra fatta di bravi ragazzi che però sono anche uomini veri. Bene, a questo punto dobbiamo per forza fare risultati: non abbiamo e non ci diamo obiettivi precisi ma lo sappiamo tutti quello che dobbiamo fare. Dobbiamo vincere». Parole tenere e secche allo stesso tempo: il mister non si nasconde dietro alibi o paraventi e spiega così ai suoi uomini quale sarà il verbo da qui in avanti. Intanto il pareggio con il Como ha dato la quasi certezza del passaggio del turno in Coppa Italia (l’ufficialità arriverà solo dopo alcuni recuperi ancora da disputare ma la cosa è pressoché sicura). Ora c’è da battere l’Olbia per dare un segnale all’intero campionato, con o senza pubblico sugli spalti.

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Pubblicato il 04 Settembre 2008
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