Varesenews? È glocale
“Pensare globale, agire locale”. Un orizzonte tutto da costruire, dove la comunicazione, le nuove tecnologie e i nuovi media possono giocare un ruolo determinante
Possiamo dircelo. A due giorni dalla fine dei mondiali, quelli più intensi e attesi, la retorica del Mondiale ha preso un po’ tutti come una piccola grande sbornia di gruppo, dove alla fine anche il più astemio un bicchierino lo manda giù. Ma va bene così, perché la nostra città è in festa: euforica e ansiosa, trepidante e timorosa. Una lunga e multiforme onda emotiva a cui nel bene e nel male non ci si può sottrarre.
Ed è ovvio che nelle rappresentazioni collettive tutto è diventato “Mondiale”: Varese è mondiale, ma anche Buguggiate è mondiale, il main sponsor è mondiale e il supplier è mondiale, poi il panettiere è mondiale e, ne sono certo, molti, anche all’ultimo minuto, diverranno mondiali.
E Varesenews? Sì, è mondiale anche Varesenews. Ma dal mio punto di Varesenews è qualcosa di più: è glocale.
E nell’occasione dei mondiali credo che Varesenews ben rappresenti un modello preciso del concetto di Glocal.
Il globale ed il locale possono essere visti come i due lati della stessa medaglia. Tanto più si è capaci di essere radicati, presenti, attivi nel proprio territorio, quanto più alto può essere il valore di esperienze e contenuti da portare all’esterno, al globale.
La contraddittorietà del concetto di glocal esprime bene una tensione e un’attenzione da dirigere in una doppia direzione: la propria comunità e il mondo. Se si smette di tirare da una delle due estremità le derive non possono che essere il miope e gretto provincialismo da una parte e il globalismo spersonalizzante dall’altra. In una battuta: “pensare globale, agire locale”.
In questo orizzonte tutto da costruire, la comunicazione, le nuove tecnologie e i nuovi media (per quanto li chiameremo ancora nuovi?) possono giocare un ruolo determinante, nel favorire scambi di opinioni, idee, possibilità di partecipazione fra singoli, gruppi, micro-comunità.
Senza che passi per piaggeria, è questo spirito che ho visto nella realtà di Varesenews e che ha spinto Hagam a collaborare non tanto e non solo con un sito locale, ma con un gruppo di persone, (dal direttore ai redattori), al progetto della free-press dei mondiali: un mezzo non nuovo e non unico nel contesto dei mondiali, ma che vuole riaffermare la tangibilità e la fisicità del virtuale. Fatti, persone è un po’ di carta che passa di mano in mano.
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