“Busto è un paesone mal cresciuto”
Di Greta Tessaro
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Gentile Direttore,
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da bustocca (dopo tanti anni che vivo qui, mi ritengo tale) mi si stringe il cuore nel vedere come possa essere triste Busto in certi suoi quartieri maltenuti, ignorati, ai margini dei pensieri di chi ci amministra, lestissimo a ricordarsi di noi quando c’è da incassare le imposte.
Ma sa, invece, dove si trova quel luogo così malinconico? Lungo Viale Lombardia, a forse mille metri, millecinquecento, dal centro città, sempre così coperto d’attenzioni, coccolato d’interventi per abbellirlo. Certo, lì abitano i ricchi, quelli che d’imposte ne pagano tante, quando non riescono ad evaderle s’intende, lì ci sono le banche, le assicurazioni, il prevosto, ci mancherebbe che non si voglia concedere loro un po’ di attenzione, che diamine. Ma che la boria bustocca si sgonfi appena attraversato il viale Duca d’Aosta o la via Quintino Sella, e Busto si mostri per quel paesone mal cresciuto che è, mi creda Direttore, fa male, molto male.




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