Islamici, più vicina l’ordinanza del Comune
Incontro in Prefettura con l'assessore Cazzola e il sindaco Mucci: "Il prossimo potrebbe essere l'ultimo venerdì di preghiera in strada" afferma Cazzola
«Un incontro proficuo ed operoso, a breve prenderemo le necessarie decisioni». Così commenta l’assessore alla Sicurezza di Gallarate, Paolo Cazzola, dopo la riunione in Prefettura per stabilire le prossime mosse nella città dei due galli. Argomento di
discussione e non poteva essere altrimenti, la preghiera reiterata in strada da parte della comunità musulmana gallaratese, che, in mancanza di un altro luogo di culto dove ritrovarsi, si riunisce da innumerevoli venerdì davanti all’ex centro islamico di via Peschiera a Cedrate, fatto chiudere dal Comune e dall’Asl nell’ormai lontano 2005. Le lamentele dei cittadini si sono sommate e accumulate sui tavoli di assessore e sindaco, decisi a mettere fine ad una vicenda che si trascina da troppo tempo. Per questo hanno prima dato il via libera ad un’ordinanza che vietava la preghiera in strada nel periodo del Ramadan (per altro svolto senza complicazioni di nessun genere ospitato in un terreno della parrocchia di Arnate), con l’intenzione di rinnovare la suddetta ordinanza senza limiti di tempo. Per fare ciò si è reso necessario il confronto con il Prefetto di Varese Simonetta Vaccari che ha convocato Cazzola e il primo cittadino di Gallarate Nicola Mucci: «I binari sui quali ci muoviamo sono due – spiega l’assessore alla Sicurezza -. Innanzitutto il confronto con la comunità islamica per garantire la pace sociale, questo affiancato dalla fermezza sui successivi passaggi. L’ordinanza è più vicina, l’urgenza è sotto gli occhi di tutti, ma non deve sfuggire di vista che la situazione è delicata ed ogni iniziativa va ponderata. Il prossimo mi auguro sia l’ultimo venerdì di preghiera in strada per la comunità islamica di Gallarate, con la quale il confronto rimane aperto». Più cauto Mucci, che parla di «confronto positivo. Valuteremo i provvedimenti futuri per evitare problemi alla cittadinanza, senza fretta ma con decisione e fermezza». Dal canto loro, gli islamici (non presenti all’incontro in Prefettura, ma in costante contatto sia con Villa Recalcati che con Palazzo Borghi) aspettano l’ordinanza e auspicano «un dialogo proficuo – dice Hamid Khartaoui, portavoce della comunità musulmana -. Speriamo di poterci sedere ad un tavolo e parlare con il Comune di Gallarate per risolvere la situazione».
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