Jan Knap alla Duet Gallery

Pittura mentale in mostra per l’artista Ceca

Inaugura l’8 novembre presso la Duet la mostra di Jan Knap. «Il lavoro di Knap – spiega elena Pontiggia –  è tanto raffinato intellettualmente da sembrare elementare. La sua è una pittura mentale, non sentimentale, anche se bimbi, amorini e dolcezze vi occupano una grande parte. Ed è una pittura che nasce da una visione filosofica, anche se la filosofia si mimetizza in immagini soavi, talmente soavi da scandalizzare la nostra sensibilità nevrotica e sofferente. A tanti irrequieti spostamenti l’artista fa corrispondere una fedeltà profonda alle ragioni della sua pittura che in questi anni prosegue coerente con le proprie premesse. La pittura di Knap ci raggiunge con il suo candore e la sua sapienza, la sua classicità e la sua contemporaneità, la sua eloquenza e il suo mistero. Edenica nei suoi significati e nei suoi ideali, è una pittura tutt’altro che “buonista”, anzi è soffusa di una muta intransigenza verso le certezze dell’arte del nostro tempo. Ma è soprattutto una pittura luminosa. Come un sorriso, come un miraggio.

Dai primi anni Ottanta la sua pittura si articola, essenzialmente, in tre grandi categorie di soggetti: i santi, la famiglia e l’iconografia sacra. Il soggetto più ricorrente dei suoi quadri è un nuovo paradiso terrestre: una commedia umana (o una divina commedia) in cui compaiono santi, angeli, una coppia di sposi con i loro bambini. Una famiglia, o una Sacra Famiglia (i confini sono molto labili perché il sacro s’incarna nell’umano e l’umano si eleva al sacro, in un’oscillazione che non si interrompe) vive nella luce di un eterno giardino, o in una casa di bambola, compiendo i piccoli gesti dell’esistenza di tutti i giorni, secondo ritmi e azioni e compiti che non sono quelli del ventesimo secolo, ma nemmeno quelli del passato.

L’esigenza teoretica sottesa alla sua iconografia è quella di una divinità che non incute soggezione né, tanto meno, timore e tremore, ma si rende simile alle creature più piccole. Quell’immagine che già Sartre trovava sconvolgente: un Dio che ha tre anni, che ride…

Le reminescenze trecentesche e quattrocentesche evidenti nell’iconografia e gli elementi classici non indicano solo una volontà di evocazione dell’antico, ma anche un modo diverso di pensare il flusso cronologico. Quando Jan Knap adotta spazialità e forme neoquattrocentesche non intende operare una citazione ma creare atmosfere, richiami, assonanze linguistiche.

Ogni suo quadro è composto, in realtà, di molti quadri. Ogni particolare, ingrandito, potrebbe tradursi in opera autonoma. Si assiste come a un lavoro di intarsio, in cui molte idee si accostano spazialmente, quasi a formare un polittico ideale. Ogni opera nasce da una proliferazione narrativa, dal piacere di moltiplicare gli elementi figurali, di seguire i mille rivoli di una storia visiva».

 

JAN KNAP

MOSTRA PERSONALE

8 novembre – 13 dicembre 2008

duet gallery

vicolo santa chiara 4 / via griffi 3 / 21100 varese

tel. +39 0332 231003

www.duetart.com   info@duetart.com

dal martedì al sabato dalle ore 15.30 alle 19.30

Inaugurazione 8 novembre 2008 ore 18

Tutti gli eventi

di luglio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Novembre 2008
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