Scippo a Cunardo, un arresto
L’uomo, già in carcere, raggiunto da un ordine di custodia cautelare: è accusato di aver strappato la borsa ad un’anziana. Ad incastrarlo le telecamere
Non pensava che in paesino come Cunardo i carabinieri riuscissero a fare delle indagini così approfondite. Tutto sommato aveva “solo” scippato un’anziana, con un bottino di 50 euro e un banco posta. Invece gli uomini del comando di Luino non si sono dati per vinti: hanno sentito l’entourage del sospettato – 37 enne, originario di Torre Annunziata, ma domiciliato a Cunardo – raccogliendo informazioni preziose. Poi è stato determinante l’aiuto di alcuni commercianti e la visione di alcune registrazioni di telecamere. Risultato: l’uomo non solo è stato identificato, ma per lo scippo dello scorso 12 ottobre è stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare per il reato di “furto con strappo in concorso, ed indebito utilizzo continuato di banco posta”. In realtà per arrestare l’uomo i carabinieri non hanno dovuto fare fatica, dal momento che si trovava già ai Miogni dove era rinchiuso dallo scorso 24 ottobre dopo essere stato arrestato dai militari di Marchirolo per “resistenza, violenza e lesioni a Pubblico ufficiale”. L’uomo all’epoca era stato fermato dai carabinieri che lo seguivano, e aveva cercato di investire i tutori dell’ordine mentre era a bordo del suo scooter, nel vano tentativo di sottrarsi al controllo.
I militari di Luino hanno ricostruito ciò che il trentasettenne avrebbe fatto dopo aver consumato lo scippo: secondo i militari l’uomo si sarebbe recato presso uno sportello automatico di una banca, dove aveva effettuato dei prelievi con il banco posta scippato all’anziana.
Alcune immagini visionate attraverso le telecamere del circuito di sicurezza di esercizi commerciali che si trovavano nei pressi del luogo teatro dello scippo hanno fatto da cornice al quadro investigativo ed hanno permesso di identificare sia il pregiudicato, sia il veicolo utilizzato per commettere lo scippo. Al vaglio dell’autorità c’è pure la posizione di un terzo complice.
Nei giorni successivi i carabinieri hanno raccolto numerose testimonianze tra i commercianti e gli abitanti di Cunardo, e ciò ha consentito di fare luce completa sull’episodio. Diversi ragazzi che frequentano l’arrestato hanno raccontato ai carabinieri i frammenti di giornata dell’uomo, in modo da fornire le prove del delitto. La magistratura varesina, comprendendo la gravità dei fatti commessi e ritenendo sufficientemente dimostrato il fatto, ha così emesso il provvedimento di custodia cautelare.
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