Spaccio di cocaina, 16 arresti tra Varese e Milano

Due clan familiari si rifornivano di droghe leggere e pesanti per poi smerciarle all'interno di locali pubblici. Oltre 15 kg di sostanze sequestrate

Settanta carabinieri, cani, elicotteri. L’operazione “Metrò” è scattata all’alba di oggi venerdì 7 novembre e ha portato a 16 orinanze di custodia cautelare dopo una lunga indagine basata sia sulle intercettazioni che sull’attività investigativa sul territorio. L’obiettivo era quello di smantellare una articolata organizzazione di trafficanti e spacciatori di cocaina, hashish ed ecstasy che operava in provincia di Varese e nell’Alto milanese.

La struttura criminale poteva contare su una ventina di elementi – quasi tutti di nazionalità italiana e tra questi anche alcune donne – a vario titolo impiegati nel traffico illecito, nello smistamento e nello spaccio ai vari livelli dello stupefacente; due clan familiari acquistavano droga. Il grossista era un maghrebino il quale, poi, vendeva ingenti partite di droga ai due clan. L’attività di spaccio veniva consumata dagli italiani prevalentemente all’interno di locali notturni, discoteche, pub della provincia di Varese ed interessava principalmente giovani avventori.

Nel corso delle investigazioni sono state arrestate una quindicina di persone ( da suddividere in due veri e propri clan familiari) e sequestrati, a più riprese, 14 kg di hashish, 1 kg di cocaina e 1 etto di polvere di ecstasy dalla quale potevano essere ricavate fino a 16 mila pastiglie. L’importante traffico è stato smantellato partendo da una brillante operazione portata a termine dai carabinieri di Varese nel gennaio 2007 durante la quale fu arrestato un albanese di 28 anni, Elis Markai, e si aprì un filone di indagine che ha portato agli arresti di oggi. Gli italiani arrestati sono persone totalmente integrate nella società  e alcuni di loro sono anche proprietari di aziende funzionanti a pieno ritmo e, quindi, non da considerare attività di copertura. I soldi incassati dallo spaccio, probabilmente, venivano riciclati all’interno di queste.

Le indagini sono state coordinate da Sabrina Ditaranto (foto in alto), sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, che ha firmato i provvedimenti di custodia cautelare. 

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Pubblicato il 07 Novembre 2008
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