Maxisequestro di giocattoli cinesi
A compierlo in un capannone nel Monzese la Guardia di Finanza di Sondrio, a conclusione di un'indagine nata in Valtellina
Maxisequestro di giocattoli di provenienza cinese da parte della Guardia di Finanza di Sondrio. Tre le persone denunciate alla Procura del capoluogo valtellinese e ben 2,3 milioni gli oggetti privi del marchio europeo CE, che certifica le caratteritische anche di sicurezza dei prodotti, tra cui decine di migliaia di giochi con marchi contraffatti, trovati in un grande capannone in provincia di Monza, per un controvalore potenziale fin verso i 10 milioni di euro. I giochi, potenzialmente a rischio perchè non costruiti secondo le severe normative europee, dovevano essere distribuiti principalmente in Lombardia, ma non solo. L’inchiesta è nata in Valtellina da una serie di controlli sui punti vendita locali e sui prodotti di basso prezzo ma dubbia sicurezza disponibili in alcuni di questi: e seguendo il filo si è raggiunta la matassa, dai primi piccoli sequestri fra le Alpi fino al vasto capannone che custodiva il "tesoro".
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