Con Neri Marcorè rinasce il “Signor G”
L’attore parla dello spettacolo su Gaber a Gallarate giovedì 29 gennaio al teatro Condominio Vittorio Gassman
Gaber come Pirandello.
«Considerandolo un classico, con testi da rappresentare».
Così Neri Marcorè parla dello spettacolo “Un certo signor G” (foto di Bepi Caroli), in scena al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate giovedì 29 novembre alle 21.00 all’interno della stagione della Fondazione Culturale.
Uno spettacolo che nasce «dalla voglia di rimettere in scena le canzoni di un grande autore italiano, dall’ammirazione che abbiamo per lui io e il regista Giorgio Gallione».
A sentirlo parlare, mentre racconta quello che vedremo sul palco, Neri Marcorè disegna con le sue epressioni quella che è la struttura a cui gli spettacoli di Gaber hanno abituato: «un’alternanza di monologhi e canzoni, con composizioni originali seppur elaborate». Sarà accompagnato dalle pianiste Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger, nella elaborazione musicale quasi concertistica di Paolo Silvestri. Per esplorare, riscoprire, rileggere, rivisitare l’opera di Gaber.
E si capisce che sarà grande spettacolo.
Il “sold out”, il “tutto esaurito” del teatro gallaratese ne sono siuramente un segno concreto.
Una risposta.
Un omaggio a un grande, Gaber, e nello stesso tempo il riconoscimento del pubblico della bravura e dell’intelligenza di Marcorè, che non è esagerato definire uno dei più interessanti e preparati personaggi non solo di spettacolo, ma anche e soprattutto di cultura nel panorama italiano.
Non sarà certo un caso se ogni sua interpretazione, se ogni suo lavoro non riescono a lasciare indifferente anche il pubblico più esigente.
Poliedrico, istrionico, capace di passare da papa Luciani a Ligabue, dai libri a Gaber con l’eccezionalità di un grande artista.
«Mi piace operare su vari fronti – confida -, mi piace scegliere, ho il lusso di potermelo permettere». Si ferma un attimo. E aggiunge: «Non intendo “lusso” come presunzione. Ma potendo valutare in più settori, ho la possibilità di prendere il meglio, scegliendo in base ai miei gusti. Scelgo con convinzione, insomma».
E non perde un colpo.
Indimenticabilmente struggente senza essere patetico in quel Filippo che ricordava rain man in versione italiana. Dolce e non scontato nella superba interpretazione di papa Luciani. Simpatico “sciupafemmine” nella fiction “Tutti pazzi per amore” ora in tv. Vestito dei panni ora di Alberto Angela, ora di politici, intelligente personaggio di satira sul “divano” di Serena Dandini. Attore capace in ruoli che vanno dal drammatico al comico allo scanzonato (da “La seconda notte di nozze” di Pupi Avati al maestro in “Lezioni di cioccolato”, al commissario di “Se proprio devo essere sincera” liberamente ispirato ai gialli di Margherita Oggero), ha all’attivo anche diversi ruoli da doppiatore (sua, per esempio, la voce di Hotep in “Il principe d’Egitto”, di Marvin il marziano in “Space Jam”, di Scar nel “Re Leone 2”, solo per citarne alcune).
È capace di far conoscere i classici letterari in “Per un pugno di libri”, lui, che dice di non averne uno solo che preferisce (foto di Bepi Caroli).
«Non ho preclusioni su nulla – afferma ancora Marcorè quando gli si chiede come fa a calarsi da una situazione all’altra così bene -, non ho preclusioni sui diversi format artistici: tutto dipende dai contenuti. Se mi piacciono, li scelgo».
E dei giovani, pensando a quelli che incontra in “Per un pugno di libri”, dice: «Sono ragazzi che dimostrano che ci sono realtà più confortanti e positive di quanto si possa pensare. Sono una parte che è specchio di un mondo giovanile positivo, che vuole interessarsi. Mi pare un modo di vivere la giovinezza meno distratto e svagato, più consapevole».
E prima di salutare, riesce ancora a sorprendere: chiede del teatro dove si esibirà, per conoscerne la storia e l’aspetto. E sapere che a far mantenere al Condominio Vittorio Gassman la sua caratteristica culturale è stata la volontà di migliaia di cittadini e che Gallarate ha scelto di salvare un teatro e di farlo crescere con le stagioni di successo della Fondazione Culturale sembra davvero fargli piacere.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
fracode su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
Stefano Montani su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
PaoloFilterfree su Giorgetti arriva a Sumirago e ribadisce lo spirito di Bossi: "Sapevamo da dove arrivavamo e dove volevamo andare"
VittorioCappuccio su Lago Maggiore, l'acqua arretra: caldo e siccità mettono sotto pressione il Verbano
Felice su Da Busto Arsizio a Milano per fare ricerca sul cancro: la storia di Francesca Peluso






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.