Usura, armi e finti dottori, un anno raccontato dai finanzieri
La lista delle principali attività investigative divulgate dal comando varesino e riguardanti l'anno appena passato
Ecco la lista delle principali indagini del 2008, secondo una lista stilata proprio dalla compagnia di Varese della Guardai di Finanza:
Indagine nel settore dell’usura svolta dalla compagnia di Varese, conclusa nel mese di gennaio 2008
Le indagini, sviluppate d’iniziativa, consentivano d’individuare un soggetto, pensionato, già dipendente delle Poste Italiane, che esercitava il prestito ad usura. Lo stesso, a seguito di una mirata preparazione, veniva arrestato in flagranza di reato. La perquisizione domiciliare eseguita subito dopo l’atto coercitivo, nell’abitazione del medesimo, permetteva di rinvenire e sequestrare titoli bancari e cambiali, riferibili al traffico usurario esercitato, per un ammontare di oltre 350.000 euro.
Lo sviluppo delle investigazioni, tramite accertamenti bancari, comprovava l’esistenza di un vorticoso ed ingente movimento di denaro connesso al traffico illecito e permetteva di individuare circa 40 persone, vittime del predetto usuraio. Queste ultime, fornivano ulteriori elementi testimoniali circa le modalità con le quali venivano perseguitate dall’usuraio, che, in molti casi, era riuscito ad ottenere la sottoscrizione di procure irrevocabili a vendere, relative ai beni facenti parte del loro patrimonio.
Il “volume d’affari” del traffico usurario risultava rilevante e quantificato in oltre 2.870.000 euro.
Indagine su un traffico internazionale di armi effettuata dalla compagnia di Luino, conclusa nel mese di gennaio 2008.
L’attività d’indagine prendeva avvio da un sequestro di armi, avvenuto presso il valico di confine di Zenna, a carico di un cittadino italiano, arrestato in flagranza di reato, all’atto dell’ingresso in territorio nazionale, in quanto trovato in possesso di Nr. 1 fucile semiautomatico, marca ROUGER MINI 14 cal. 223, di fabbricazione americana, completo di ottica di puntamento, di silenziatore in due pezzi, di calcio pieghevole e di caricatore; nr. 1 meccanica di carabina marca UNIQUE, completa di calcio e caricatore;nr. 3 caricatori vuoti, per pistola GLOCH, mod. 19; nr. 401 ogive, cal. 9, del peso di gr. 122; nr. 373 ogive, cal. 9, del peso di 126 gr.; nr. 79 proiettili, cal. 223 Remington; nr. 20 proiettili, cal. 7,62 x 39; nr. 60 proiettili, cal. 7,62 x 54 R; nr. 2 confezioni di inneschi per proiettili; nr. 1 bomboletta spray irritante. Lo sviluppo degli elementi investigativi acquisiti, nel contesto operativo descritto, consentiva di raccogliere le prove di un rilevante traffico internazionale di armi e munizioni nei confronti di ulteriori 4 persone, anch’esse deferite all’A.G., a piede libero, nonché di procedere all’ulteriore sequestro di nr. 48 pistole; nr. 108 caricatori per armi varie; circa 15.000 cartucce di vario calibro; nr. 5 silenziatori; nr. 31 baionette e pugnali; nr. 1 ordigno esplosivo; kg. 1,7 di polvere da sparo e kg. 5 di pallini di piombo.
Indagini realtive ad un traffico di sostanze stupefacenti svolta dal nucleo di Pt di Varese conclusa nel mese di genanio 2008.
L’operazione, convenzionalmente denominata “Prince 2005”, traeva origine dall’arresto, effettuato dalla Polizia Slovena, in data 15.03.2005, presso il posto di frontiera di Konavle, di due corrieri slavi, trovati in possesso di 3,5 di cocaina, destinati ed essere spacciati a Tradate (VA).
Nel corso delle indagini veniva individuata, nell’ambito provinciale di Varese, un’associazione a delinquere, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, composta da cittadini di nazionalità albanese, slava, sudamericana ed italiana. I membri di tale associazione, con la complicità di imprenditori locali, beneficiavano di false attestazioni di lavoro, con le quali riuscivano a regolarizzare la propria permanenza sul territorio nazionale.
Lo sviluppo delle investigazioni, anche tecniche, permetteva di procedere a 3 arresti in flagranza di reato di “corrieri”, che introducevano la droga in Italia per conto del sodalizio criminale, con il sequestro, contestuale alle misure coercitive personali, di un quantitativo complessivo di cocaina di oltre 2 kg.
Indagine nel settore dell’importazione illecita di autovetture, concdotte dalla compagnia di Busto Arsizio. Una conclusa nel febbraio 2008, l’altra nel novembre dello stesso anno.
Le attività d’indagine hanno riguardato traffici illeciti di autovetture, provenienti da altri Stati dell’U.E., introdotte in Italia, tramite l’interposizione di imprese non operative, intestate a prestanomi, le quali figuravano fittiziamente come primo acquirente nazionale dei veicoli.
Queste stesse imprese, quindi, per favorire gli effettivi cessionari dei mezzi emettevano delle fatture false di vendita, nei loro confronti, alle quali non seguiva, ovviamente, il versamento dell’I.V.A. dovuta all’Erario.
Con tale manovra, gli artefici del traffico illecito, individuati in alcuni concessionari, della zona di Busto Arsizio, reali importatori dei veicoli, beneficiavano indebitamente delle detrazioni dell’I.V.A. indicata nei documenti fittizi ricevuti dalle aziende interposte, senza averla pagata. Tali concessioni, inoltre, per la contemporanea alterazione dei corrispettivi di vendita, attuata dai soggetti interposti, tramite l’indicazione in fattura di un prezzo uguale a quello praticato dai fornitori esteri, ma comprendendovi l’I.V.A., potevano ottenere un ulteriore beneficio concorrenziale, potendo vendere i veicoli a privati ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato.
In conclusione, veniva accertato un traffico illecito di oltre 1000 veicoli di grossa cilindrata e l’emissione di fatture false per oltre 26.000.000 di Euro. Sono stati deferiti, nell’ambito delle due operazioni, nr. 34 responsabili all’A.G., dei quali 9 tratti in arresto a seguito dell’emissione di ordinanze di custodia cautelare ed, in due casi, di mandati di cattura internazionali.
Indagini afferenti l’esecizio abusivo della priofessione medica eseguite dalla tenenza di Saronno, concluse nel mese di febbraio 2008.
Lo sviluppo di informazioni, acquisite nel corso dell’ordinaria attività d’ istituto, consentiva di individuare, nel saronnese, 12 persone che esercitavano abusivamente la professione di odontoiatra e di sequestrare nr. 5 studi dentistici completi, in cui l’attività sanitaria veniva illecitamente espletata. I responsabili sono stati deferiti, a piede libero, all’A.G..
Alle indagini di polizia giudiziaria, seguiva l’utilizzo degli elementi acquisiti per fini di polizia tributaria, che portava al recupero a tassazione di redditi ammontanti a circa 300.000 euro.
Attività d’ingadine nel settore dell’usura svolta dalla compagnia di Gallarate conclusa nel mese di marzo 2008.
L’attività d’indagine è stata avviata nell’ambito dell’ordinaria attività d’istituto, venendo a conoscenza dell’esistenza di un vasto traffico usurario, perpetrato da un sodalizio radicato in provincia di Varese, che provvedeva anche, tramite altri complici, al riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati ed esercitava abusivamente attività bancaria.
Le indagini, condotte tramite approfonditi accertamenti bancari, hanno permesso di identificare più di trenta piccoli imprenditori in difficoltà economica, residenti nelle province di Varese e Milano, che si erano rivolti all’organizzazione usuraia per ottenere dei prestiti, rilasciando, a garanzia, assegni postdatati.
L’attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, alla quale erano stati rapportati gli accertamenti preliminarmente svolti, ha consentito di appurare la concessione di mutui a tassi che arrivavano fino al 360% all’anno.
Al termine delle indagini, sono stati quantificati movimenti di denaro, connessi al traffico usurario, per circa 1 milione di euro, sottoposti a sequestro assegni ed effetti cambiari per circa 250.000 euro, nonché quattro conti correnti bancari dai quali risultavano operazioni per oltre 420.000 euro, anch’esse collegate all’attività criminale.
Gli organizzatori dell’attività delinquenziale, in tutto 5 persone, sono stati arrestati, in esecuzione di specifiche ordinanze di custodia cautelare emesse dall’A.G..
Indagini nel settore dei reati di truffa, estorsione, e riciclaggio svolta dalla compagnia di Varese concluse nel mese di aprile 2008
Le indagini hanno riguardato un sodalizio criminale, gestito in forma imprenditoriale, che, proponendo rituali di natura esoterica ai propri clienti, di solito persone afflitte da “pene amorose” o da “disagi” di altra natura legati agli avvenimenti della vita, estorcevano illecitamente denaro ai malcapitati, inducendoli, con l’inganno ed approfittando dello stato di soggezione psicologica in cui si trovavano, a credere nelle miracolose virtù dei “rimedi” che offrivano.
Successivamente, accumulati crediti di ingente importo nei confronti delle loro vittime, i membri dell’organizzazione delinquenziale iniziavano un’azione ricattatoria, volta ad incassare il denaro, non disdegnando il ricorso a minacce di “mali oscuri” e molestie telefoniche.
Alla conclusione delle indagini, sono state denunciate all’A.G. 18 persone, delle quali 9 tratte in arresto in seguito all’emissione di ordinanze di custodia cautelare.
Alle indagini di polizia giudiziaria, seguiva l’utilizzazione a fini tributari degli elementi acquisiti, che consentiva di recuperare a tassazione basi imponibili per oltre 7 milioni di euro, ai fini delle imposte sui redditi, nonché ritenute fiscali per oltre 1 milione di euro ed un’I.V.A. dovuta per oltre 1 milione e mezzo di euro.
Indagini nel settore dell’usura svolte dalla compagnia di Varese concluse nel mese di giugno 2008
Si tratta di un’indagine avviata d’iniziativa dalla Compagnia di Varese, sulla base di informazioni assunte nel corso dell’ordinaria attività d’istituto, circa l’esistenza di un’organizzazione criminale, composta da cittadini di nazionalità serba ed italiana, che praticava il prestito ad usura, con base operativa in un locale pubblico di Cassano Magnano, nonché di notizie afferenti le gravi difficoltà finanziarie in cui versava una delle vittime dell’organizzazione delinquenziale predetta, di nazionalità serba. Quest’ultimo, a seguito di ripetute minacce connesse alla mancata restituzione di alcune rate del prestito contratto, ricevute da due artefici del traffico usurario, entrambi pregiudicati, con i quali veniva in contatto tramite la mediazione di una straniera di nazionalità libanese, presentava una denuncia alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, temendo per la propria incolumità e per quella dei propri familiari.
L’attività investigativa si evolveva con l’arresto in flagranza di reato dei due usurai citati.
Tale misura restrittive è stata confermata, nel prosieguo, con l’emissione di apposite ordinanze di custodia cautelare in carcere da parte dell’A.G. .
Sequestro di immobili nel mese di agosto 2008.
Si tratta di indagini patrimoniali, eseguite su delega della Procura della Repubblica di Varese, nei confronti di un soggetto condannato, in primo grado, dal locale Tribunale, per il reato di usura. L’approfondita attività investigativa, svolta sia attraverso l’acquisizione di elementi documentali comprovanti il possesso dei beni, che tramite l’assunzione di informazioni, permetteva di superare, non senza difficoltà, lo “schermo” che era stato interposto dal condannato per tentare di far apparire la titolarità di terze persone, per lo più parenti, su vari beni, a lui stesso riconducibili, frutto dell’attività criminale esercitata e che, di fatto, amministrava direttamente, “uti dominus”.
L’indagine consentiva di pervenire al sequestro preventivo di un cospicuo patrimonio riferibile all’usuraio, composto da 32 unità immobiliari e 4 veicoli, aventi un valore di 3.338.600 euro. Il provvedimento coercitivo reale ha resistito al vaglio del Tribunale del Riesame, in seguito al ricorso proposto dal soggetto passivo dello stesso.
Sequestro di gasolio di contrabbando eseguito dalla compagnia di Gaggiolo, operazione conclusa nel mese di novembre 2008
L’attività partiva dal controllo di un autobotte, appartenente ad un’azienda di trasporto sospettata di esercitare il contrabbando di carburante, rientrante in territorio italiano dalla Svizzera, dopo aver effettuato una consegna di carburante ad un cliente elvetico.
L’autocisterna, che era stata dichiarata vuota in Dogana, in realtà conteneva alcune centinaia di litri di gasolio, presenti nelle tubazioni del veicolo.
Le indagini speditive, immediatamente eseguite, portavano all’esecuzione di una perquisizione presso la sede dell’azienda predetta, dove venivano rinvenuti e sequestrati, in quanto detenuti senza un valido titolo, 16.000 litri di gasolio, sottratto al pagamento dell’accisa e destinato ad alimentare il mercato clandestino. Il carburante era stoccato in serbatoi sotterranei ed, in parte, in fusti e taniche, di varia capacità, pronte per essere consegnate ai “clienti”. L’autista dell’automezzo ed il titolare della ditta di autotrasporto sono stati deferiti, a piede libero, all’A.G. .
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