La Cimberio si perde tra le onde dell’Adriatico

Rimini-Varese 89-78. La Coopsette comanda per tutti i 40' e costringe i biancorossi all'ennesima caduta esterna. La squadra di Pillastrini raggiunta in testa da Soresina. Bene Martinoni, Childress delude ancora

Cambia la riviera, ma per la Cimberio non varia il risultato. Anzi, dopo il naufragio sul Tirreno di dieci giorni fa in quel di Livorno, la squadra di Pillastrini si arena pure sulle spiagge dell’Adriatico andando a perdere in modo netto e non contestabile pure a Rimini.

Al “105 Stadium” finisce 89-78, punteggio mai in discussione in una gara che i padroni di casa hanno guidato fin dalle prime battute costringendo Galanda e compagni alla sesta sconfitta nelle ultime nove partite, condita dal ricongiungimento in classifica da parte della Vanoli Soresina. I cremonesi hanno infatti domato Venezia e raggiunto Varese a quota 24 mentre, a conferma dell’equilibrio in questo campionato per certi versi assurdo (dove sembra che le migliori facciano di tutto per non vincere), l’altra inseguitrice diretta Casale Monferrato cade a propria volta a Livorno.
Certo, anche in questo caso la Cimberio ha più di un alibi: Dickens ha provato a giocare ma si è subito arreso alla mano dolorante, Nikagbatse è ancora ai box mentre Passera, al rientro dopo oltre un mese, non poteva essere al meglio. Ma nonostante tutto ciò una squadra che desidera la promozione avrebbe dovuto uscire dal campo di Rimini dopo aver dato tutto. E invece, ancora una volta, ai biancorossi è mancato qualcosa. Sul banco degli imputati ci sale di nuovo Childress (2 punti, 0/4 dal campo), incapace di dare seguito all’ottima prova casalinga con Pistoia. Prova invece ripetuta da Martinoni (nella foto), sempre più una certezza: il lungo chiude di nuovo con un tabellino sontuoso (20 punti, 5 rimbalzi, 2 recuperi) che da solo non può bastare.
Domenica sarà ancora campionato, si gioca a Masnago e ospiti saranno i campani dell’Harem Scafati, i primi a fermare la Cimberio nel bell’inzio di stagione. In quel caso la sconfitta fu giustamente assorbita come fisiologica, dovesse ripetersi però sarebbe sintomo di crisi vera.

LA PARTITA – Il primo tempo non è certo uno di quelli da incorniciare per la squadra di Pillastrini, apparsa piuttosto svagata al momento della palla a due. Il tecnico biancorosso prova a mettere in quintetto Dickens, ma l’americano sta sul parquet 2′ prima di sedersi a causa della mano dolorante. La coperta dunque si accorcia e Varese va presto sotto grazie ai canestri della strana coppia Scarone-Kesicki. Un time out del Pilla scuote la Cimberio che, pur sbagliando tanto (3/7 ai liberi, 1/8 da 3) riesce a rientrare con una schiacciata di Antonelli e una tripla di Lauwers. Sul 16-14 però ancora Kesicki e Scarone aprono la ferita sino al 22-14 del 10′.
Al ritorno dalla pausa breve i Crabs giocano all’elastico con Varese che rientra e torna lontano con regolarità. In campo va pure Genovese e la sua mano è una benedizione: le due triple del siciliano e qualche punto di Galanda e Lauwers riducono i danni. Troppo poco però, perché Rinaldi e il poco noto Gurini approfittano di un quintetto naniforme di Varese, così all’intervallo la Coopsette è avanti 43-32.
Dopo l’intervallo scatta il momento di “golden boy” Martinoni: 11 punti in poco più di 6’ e Varese torna anche a -6. Nessuno però riesce a dare continuità alla fiammata del lungo, così ad approfittarne sono i soliti due (Kesicki-Scarone) cui si aggiunge un Goss che da qui in poi sarà determinante. Il terzo periodo scorre in fretta e si chiude con gli unici due punti, dalla lunetta, di Childress, per un 67-60 che lascia ancora qualche spazio di speranza.

IL FINALE – Basta però un minuto nel quarto periodo per avere la conferma dei cattivi presagi. Pinton e De Pol vanno a segno da 3 e la Cimberio precipita a -13. Da questo momento sarà un nuovo susseguirsi di brevi break favorevoli seguiti subito da canestri tagliagambe. Lauwers, a lungo spento, segna 6 punti tutti dalla lunetta, Gergati e soprattutto Cotani (fondamentale su McCray in difesa: l’americano terminerà a bocca asciutta) provano a scalfire il vantaggio riminese ma Goss ormai è una furia. Sono le due triple dell’americano a sancire il nuovo +13 dopo in quinto fallo di Cotani e a quel punto le due squadre tirano i freni. Finisce con 89 punti sul groppone per Varese e con la sensazione che i buoni propositi del dopo Livorno siano ancora una volta finiti nel camino.
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Pubblicato il 05 Febbraio 2009
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