Nasce l’associazione dei pazienti “anticoagulati”
Lo scorso 27 gennaio è stata costituita la sezione provinciale della onlus Lombarda. L'obiettivo è quella di dare assistenza ai pazienti dell'ambulatorio di emostasi del Circolo ma anche di diventare un interlocutore serio nei tavoli di discussione
I mesi precedenti al trasloco nel monoblocco furono davvero difficili. Nessuno sapeva dire con certezza dove sarebbe finito il loro ambulatorio. Così, mille pazienti "scoagulati", che facevano capo ai medici di emostasi ( i dr Steidl e Ageno), decisero di far sentire la propria voce: « Fu, in effetti, un periodo complicato perchè non riuscivamo ad ottenere certezze – ricorda Stefano Toso, presidente in pectore della neonata associazione "Anticoagulati lombardi – A.L. Varese ospedale di Circolo onlus – poi, una volta avvenuto il trasferimento nella nuova struttura, piano piano i problemi sono stati superati. Ora abbiamo trovato nel nuovo direttore generale Walter Bergamaschi un prezioso interlocutore che ci ascolta e ci aiuta a risolvere i diversi problemi».
L’ambulatorio di emostasi, a cui afferiscono i pazienti anticoagulati, è nel padiglione centrale appena ristrutturato, dove sono stati disposti gli ambulatori di medicina: « Da quell’esperienza, però, abbiamo capito una cosa: se sei solo con la tua patologia, rischi di perderti nei meandri della burocrazia. Abbiamo, quindi, deciso di metterci insieme, costituendo una onlus a cui hanno dato fiducia già 250 dei 1000 pazienti dell’ambulatorio. Siamo appena nati, ufficialmente lo scorso 27 gennaio, e stiamo crescendo velocemente. Così, quando si tratterà di risolvere una questione, potremmo presentarci a nome di tutti i nostri associati, con un’autorevolezza ben diversa».
Tra gli scopi dell’associazione c’è la possibilità di organizzare servizi di trasporto e di accompagnamento per anziani che abitano lontano da Varese, e la domiciliazione di alcune pratiche come il prelievo : «Siamo proprio agli inizi – spiega Stefano Toso – e stiamo prendendo contatti con l’Asl e con realtà che attuano questo tipo di servizio. Nei nostri programmi, però, ci sarebbero anche attività di formazione e informazioni per la popolazione nell’ambito di progetti mirati che potranno essere finanziati da enti pubblici o privati e che potrebbero anche coinvolgere i medici di medicina generale».
Il numero crescente di "anticoagulati", dovuto sia all’aumento di malattie o disfunzioni sia agli stili di vita e l’alimentazione, renderà essenziale questo tipo di organizzazione su base volontaristica: « Attualmente, noi siamo soddisfatti del tipo di assistenza che il Circolo offre. In futuro, però, pensiamo di poter contribuire a migliorare il servizio facendo attivamente la nostra parte».
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