“Per la sede della CRI ancora un nulla di fatto”

I consiglieri Luini, Cassani e Franzetti tornano sulla questione della CRI denunciando l'immobilismo attuale e riproponendo l'ipotesi dellìex asilo Gerli

L’opposizione torna ad alzare la voce sulla questione della Croce Rossa a Gavirate, la cui sede sta cadendo a pezzi.
«A quattro mesi dall’esplosione del problema della disastrata sede della CRI a Gavirate – affermano in un comunicato congiunto Lorena Luini, Ivano Franzetti e Francesco Cassani –  con i dissidi e le ostilità fra il Sindaco e la sua Maggioranza, dobbiamo rilevare, nostro malgrado, che a fronte delle tante promesse, siamo in presenza di un nulla di fatto».

I tre rappresentanti dell’opposizione ripercorrono le liti all’interno della maggioranza, con lo screzio tra il sindaco Felice Paronelli e il vice Simone Foti: « La costruzione della nuova sede della CRI è una promessa che viene da lontano, perciò gli attuali Amministratori avrebbero dovuto fare bene i conti sulle disponibilità economiche senza finanziare opere certo meno prioritarie (campo di calcio) o avallando una svantaggiosa convenzione con il Centro Commerciale. Per trovare i soldi necessari per un primo lotto di lavori (708.000 € per autorimessa di ambulanze ed autovetture) è stato già ipotizzato l’utilizzo di oneri di urbanizzazione derivanti da nuove edificazioni che, sfruttando recenti norme del piano regolatore, possono consentire, complici Amministratori non oculati, speculazioni edilizie con un evidente scempio del territorio e dell’ambiente di cui certamente Gavirate non ha bisogno: ad esempio, un piano d’intervento riguardante la costruzione di un nuovo edificio di cinque piani nel centro del paese che ha ottenuto il nostro parere contrario e che, proprio in questi giorni, è oggetto di osservazioni da parte di un attento gruppo di residenti.

Se davvero i due “Sindaci” Paronelli e Foti sono convinti della necessità di costruire una nuova sede per la CRI, anziché svendere il territorio di Gavirate dovrebbero almeno ricercare fonti di finanziamento certe e non derivanti da operazioni dannose per i residenti come quella sopra descritta.

Inoltre i tempi tecnici per iniziare i lavori così finanziati sarebbero estremamente lunghi, per cui la promessa di posare la prima pietra entro il 2009 farebbe la stessa fine della promessa di firmare la nuova convenzione tra Comune e CRI entro Natale 2008: totalmente disattesa!

Resta il fatto che l’attuale presidio del Comitato CRI del Medio Verbano ha urgente bisogno di quella manutenzione che per lunghi anni non è stata fatta, ad eccezione di interventi “tampone” a spese, peraltro, della stessa CRI che svolge un’azione meritoria sul territorio, grazie al costante impegno dei suoi volontari, non solo per gli interventi di primo soccorso ma anche, attraverso il convenzionamento con il Comune di Gavirate e i Comuni limitrofi, per lo svolgimento di alcune funzioni di aiuto alla popolazione più fragile in collaborazione con i Servizi Sociali.

È per questo che noi riteniamo indilazionabile giungere in tempi brevissimi ad una soluzione concreta senza aspettare la realizzazione della fantomatica “nuova” sede!

A nostro parere, l’unica strada seriamente percorribile, da subito, è un accordo fra CRI, Fondazione proprietaria dell’ex asilo Gerli e Comune per la ristrutturazione dell’attuale sede, collegata alla erogazione di servizi di carattere sociale ai gaviratesi.

Con tale accordo, oltre al recupero dello storico edificio, perseguiremmo un notevole risparmio finanziario. Il denaro pubblico dovrà servire per soddisfare i bisogni primari dei cittadini, sempre maggiori, come i servizi sociali e la realizzazione di opere pubbliche urgenti come le fognature e l’ampliamento del cimitero.

Pensiamo ai problemi veri della gente e rispettiamola usando meglio i sempre più scarsi soldi pubblici. C’è tutta la possibilità di farlo senza rischiare con operazioni di pseudo-finanza creativa».

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Pubblicato il 05 Febbraio 2009
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