Sodalitas, un 2008 al servizio delle imprese
Presentato il bilancio annuale della Fondazione, che aiuta il non profit con dei volontari davvero speciali. E per il 2009 l'obiettivo è la trasparenza nella raccolta dei fondi benefici
Non si è fermata nemmeno nel 2008 l’attività di Sodalitas, la realtà associativa costituita da ex manager d’impresa che collabora "volontariamente" con il mondo delle imprese diffondendo la responsabilità sociale, le organizzazioni non profit offrendo consulenza manageriale gratuita, scuole e università sviluppando corsi di indirizzo al mondo del lavoro e le istituzioni.
Una realtà che solo a Varese conta un gruppo autonomo di più di 20 consulenti volontari, tutti manager e dirigenti d’impresa che, terminata la vita professionale, mettono a disposizione della Fondazione le loro competenze professionali e prestano a titolo gratuito l loro attività per cooperative sociali, enti, scuole.
«I progetti realizzati per il settore non profit nel 2008 sono stati 26, i partners nonprofit coinvolti 17 – spiega Carlo Manzoni, referente varesino di Sodalitas – La maggior parte delle consulenze riguardano il controllo di gestione, dei sistemi di qualità, del marketing e della pianificazione strategica, dell’organizzazione del lavoro. Non mancano però anche progetti sul bilancio sociale, sulla carta dei servizi, sulla rilevazione del clima aziendale e della soddisfazione utenti».
Continua a essere l’efficenza organizzativa delle imprese non profit, che nascono senza intenti economici ma che con la gestione economica si devono confrontare, la principale attività di Sodalitas. Ma sempre di più, anche a Varese, la parte di formazione dei ragazzi al mondo dell’impresa prende piede. «Il settore scuola si è ulteriormente sviluppato con corsi di orientamento al mondo del lavoro e dell’impresa agli studenti del IV e V anno agli istituti Daverio e I.T.P.A. Nuccio Casula di Varese e all’istituto Don Milani di Tradate: complessivamente sono stati fatti 7 corsi per un totsle di 127 ore di lezione erogate a 150 Studenti- ha spiegato Manzoni – E nel 2009 a loro si aggiungeranno anche gli studenti dell’ ITIS/ISIS di Varese e dell’istituto Tosi di Busto Arsizio. Si intensificherà il lavoro, appena iniziato nel 2008, di collaborazione con le scuole che praticano il programma di alternanza scuola lavoro e si inizierà con un nuovo programma che si propone di diffondere la conoscenza della responsabilità sociale tra gli studenti».
Ed è la diffusione della responsabilità sociale il secondo vero pilastro su cui si basano le attività di Sodalitas. Non solo nelle aziende non profit: «In passato l’abbiamo fatto per le cooperative, e dobbiamo intensificare questa attività perché le cooperative hanno ora l’obbligo di farlo. Abbiamo cominciato a collaborare con gli enti pubblici, comuni in particolare, e proponiamo la stessa collaborazione alle aziende. Il Bilancio sociale è uno strumento che coinvolge nel suo processo di preparazione la struttura dell’azienda, profit o non profit che sia, o dell’ente pubblico e i portatori di interesse nell’azienda e nel territorio: un primo passo per individuare gli ambiti in cui la responsabilità sociale può svilupparsi e quindi uno stimolo a praticarla concretamente».
Ora però c’è una altro progetto da affrontare per il 2009: «Riguarda le associazioni e le fondazioni che vivono di donazioni e raccolta di fondi. La Fondazione Sodalitas insieme al Forum del terzo settore ha fondato e gestisce l’Istituto Italiano della Donazione. Lo scopo è quello di promuovere comportamenti di trasparenza e correttezza in queste organizzazioni attraverso il rispetto dei principi della Carta della Donazione, un codice di autoregolamentazione della raccolta di fondi. Alla fine di questo percorso e dopo la verifica fatta da professionisti della certificazione, l’Istituto Italiano della Donazione attribuisce il marchio di qualità ID alle organizzazioni che rispettano la carta. In meno di due anni l’Istituto ha già certificato più di 50 organizzazioni. Noi vogliamo con l’aiuto del Cesvov di Varese promuovere la conoscenza della Carta della Donazione e la certificazione ID tra le organizzazioni della Provincia».
Detto, fatto: «Quello del marchio di qualità per il mondo della donazione è uno strumento importante, che promuove un maggiore processo non solo di trasparenza, ma anche di efficienza – ha commentato Maurizio Ampollini, direttore di Cesvov, partner nel progetto – A Varese l’abbiamo presentato qualche anno fa, forse siamo stati troppo tempestivi: nel concreto nessuno ha dato seguito. Ci riproviamo quest’anno: l’idea è di riuscire a mettrere in piedi anche in provincia un progetto pilota, una buona prassi che susciti un processo di emulazione».
Per rendere sempre più efficenti i risultati di anno in anno proposti, i consulenti volontari Sodalitas di Varese hanno lanciato infine la sfida del loro stesso ricambio generazionale: «Gli anni passano e un ricambio generazionale si impone. Ricerchiamo nuovi volontari, dirigenti o professionisti in pensione o che comunque abbiano del tempo da dedicare, affinché si uniscano a noi. Dopo un breve periodo di introduzione e di ambientamento potranno svolgere un lavoro che, anche se non retribuito, dà grandi soddisfazioni e aiuta a rispondere ai bisogni della società».
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