A botteghini chiusi, l’irritazione degli abbonati
Dopo una mattinata da "assalto alla diligenza", c'è chi è rimasto a bocca asciutta e ora teme di doversi vedere la partita in tv dopo una vita nei popolari o in tribuna
Ore 17: fuori dallo Speroni, l’irritazione è generale. Non sono moltissimi quelli che sono rimasti fuori, a biglietterie ormai ermeticamente chiuse, ma ancora qualche dozzina di persone, in maggioranza di mezza età, c’è. Chiacchierano fitto tra loro del fatto del giorno: la disperata corsa al biglietto che questa mattina ha letteralmente prosciugato i tagliandi a disposizione. Doveva essere la prevendiata riservata agli abbonati, è diventata una corsa ad eliminazione, una selezione darwiniana del più veloce a presentarsi, del più resistente alla coda sotto l’afa prima e la pioggia poi. Quello che diventa subito chiaro è che domenica i delusi saranno tanti: dovranno accontentarsi di un maxischermo. Ciò è vero per la gran parte degli ospiti (600 i biglietti concessi al Padova, ma si mormora di un’orda di almeno un migliaio di veneti in arrivo senza biglietto), ma anche per vari abbonati che ora si aggirano furibondi intorno alle biglietterie. Più non pochi appassionati dell’ultim’ora.
«Tutto esaurito già verso le 13» ribadiscono dal crocchio di pensionati. Sul sito Internet della Pro Patria si legge: "Si comunica che alle ore 12 sono già andati esauriti i biglietti disponibili per i seguenti settori:
* tribuna centrale
* settore popolari scoperti
Sono ancora disponibili biglietti per la tribuna laterale e circa 70 biglietti per il settore popolari coperto". Questo è (era) quanto.
Per chi ha il cuore non rosso, ma biancoblu, la delusione è grande. In attesa che si materializzino ulteriori biglietti, si raccontano aneddoti leggendari sulla coda di questa mattina. «E c’è stato chi si è portato via mazzetti di biglietti, arrivando con molte fotocopie di carte d’identità» lamenta Massimo F., uno dei tifosi presenti. C’erano insomma dei "portatori" presentatisi con mazzetti di fotocopie di documenti d’identità a procurarsi plurimi biglietti d’ingresso. E già si favoleggia, in vista della domenica, di bagarinaggio e scavalcamenti notturni (!) per entrare lo stesso confondendosi tra la folla. Per le forze dell’ordine la giornata sarà campale.
«Scandaloso» fanno Cristian e Gianni, «riusciamo ad entrare in trasferta, e ora rischiamo di non vedere la partita più importante da quarant’anni e passa, pur essendo abbonati». Qualcuno già parla di sciopero dell’abbonamento per la prossima stagione, se le cose si dovessero mettere male. «E mio fratello qui alla Pro Patria ci giocava anni fa» rincara Gianni. Non è andato giù soprattutto che quello che sul sito della società si annunciava come un diritto di prelazione per gli abbonati sia stato in qualche modo "tradito". Il nervoso passeggio di molti rimasti a bocca asciutta racconta di una passione che si vede negato sul più bello il frutto del proprio… impegno. E le cattiverie si sprecano: «Gente che neanche sa con che formazione gioca la Pro si vedrà la partita». Alcuni dei veri patiti, guarderanno invece la tivù.
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