Crisi, l’Alto Milanese rallenta la caduta
L'indagine è stata effettuata da Confindustria Alto Milanese su un campione chiuso di imprese associate. Fotografa la situazione economica dell'industria nel secondo trimestre del 2009
Il secondo trimestre del 2009 vede confermato l’andamento negativo della congiuntura dell’Alto Milanese, che rispetto al periodo gennaio-marzo ha tuttavia rallentato la caduta ed ha visto anche singoli casi aziendali di miglioramento.
La ripresa comunque appare ancora lontana e l’attività industriale permane su bassi livelli, così come ha recentemente confermato il Centro Studi Confindustria, che prevede una caduta del PIL italiano del 4,9% nel 2009.
Influisce sull’economia locale il rallentamento statunitense ed europeo, mentre la robusta crescita delle economie emergenti, in particolare quelle dell’Asia, non riesce ancora a compensare le difficoltà dell’occidente.
I principali indicatori congiunturali hanno registrato un segno negativo a macchia di leopardo e non sono risultati omogenei in tutti i settori: in generale la produzione industriale è diminuita, seppur lievemente, per il quinto trimestre consecutivo, seguita da un andamento stabile del fatturato, mentre sono risultati in calo i nuovi ordinativi, soprattutto per quanto riguarda le commesse di matrice interna.
Si è stabilizzato, seppure su livelli giudicati non soddisfacenti, il grado di utilizzo degli impianti industriali, ed una certa stabilità hanno avuto anche le scorte di prodotti finiti. La debolezza congiunturale continua a riflettersi sul versante occupazionale, che nel secondo trimestre del 2009 ha mostrato un’ulteriore riduzione dei livelli di manodopera, in particolare nel comparto chimico-lavorazione materie plastiche e nella moda, mentre ha tenuto l’occupazione nell’industria meccanica.
All’assestamento del quadro congiunturale ha corrisposto una stabilità, con alcuni casi di incremento, dei costi di approvvigionamento delle materie prime ed ancora una contenuta diminuzione dei prezzi alla produzione derivante da un diffuso calo dei listini di vendita nel tentativo di spingere sulle quantità di merce venduta.
Permangono alcuni fattori di debolezza e criticità soprattutto sul versante della struttura finanziaria delle imprese, che trova riflesso nel continuo allungamento dei tempi di incasso dei crediti e nelle più onerose condizioni di accesso al mercato del credito. Nonostante la politica monetaria espansiva intrapresa dalla BCE, le imprese continuano a lamentare difficoltà nell’ottenimento di nuovi finanziamenti ed un aumento degli oneri bancari attraverso nuove commissioni e l’innalzamento degli spread.
Ne hanno risentito le decisioni di investimento delle imprese, le quali, nonostante la diffusa riduzione dei tassi di interesse, prevedono una contrazione della spesa in conto capitale nel corso del 2009, soprattutto nel comparto meccanico.
Le prospettive di fatturato a breve termine sono lievemente migliorate anche se permane grande cautela: con riferimento ai prossimi sei mesi il 30% delle aziende del campione prevede un incremento, solo il 15% si attende una contrazione, mentre il 55% si aspetta un andamento stabile rispetto ai bassi livelli attuali. Per molti imprenditori il fatturato 2009 vedrà una contrazione del 15 / 20% rispetto al 2008.
Settore Meccanico.
Nel secondo trimestre 2009 la produzione industriale si è stabilizzata ed il fatturato ha registrato una, seppur lieve, crescita rispetto al trimestre precedente legata soprattutto all’evasione di commesse in corso ed in alcuni casi anche al taglio dei listini di vendita.
Il portafoglio ordini continua a mostrare segnali di debolezza, soprattutto nella componente interna; più marcata la flessione del portafoglio ordini registrata dalle imprese costruttrici di beni strumentali e nelle fonderie. Il clima di fiducia permane debole e le imprese continuano a mostrare grande cautela: le aspettative di fatturato per i prossimi mesi sono generalmente per una stabilità delle vendite, anche se per alcuni singoli casi aziendali il quadro tende migliorare.
Molto fredda ed in peggioramento rispetto al trimestre precedente è la propensione ad effettuare nuovi investimenti, tant’è che solo il 17% delle imprese ritiene di effettuare spese in conto capitale (era il 27% nel primo trimestre 2009).
Settori Tessile-Abbigliamento e Calzaturiero.
Nel periodo aprile-giugno la produzione del comparto moda si è complessivamente stabilizzata, anche se segnali di debolezza permangono nelle aziende tessili. Il fatturato è risultato in contenuto calo, al pari della dinamica degli ordinativi, a testimonianza della ancora debole domanda mondiale di beni di consumo.
Il lieve incremento di alcune materie prime, principalmente quelle utilizzate nell’industria tessile, non è stato accompagnato da un aumento dei listini di vendita, che anzi sono generalmente risultati in calo, seppur contenuto, con conseguente riduzione dei già deboli margini.
L’allungamento dei tempi di pagamento ha determinato un peggioramento delle condizioni finanziarie che ha indotto gli operatori ad una maggior richiesta di credito, non sempre soddisfatta da parte del sistema bancario.
La stabilizzazione della domanda interna ed internazionale si è riflessa sulle aspettative di vendita a sei mesi, che, sebbene continuano a mostrarsi improntate alla prudenza, indicano un recupero del fatturato rispetto ai livelli attuali, mentre continua a ridursi la propensione ad effettuare nuovi investimenti.
Settori Lavorazione Materie Plastiche e Chimico.
Produzione ed ordinativi, soprattutto quelli interni, in flessione, mentre il fatturato ha registrato un incremento in seguito alla decumulazione delle scorte di prodotti finiti. Il costo delle materie prime ha iniziato a mostrare segnali di aumento, legati all’andamento del prezzo del petrolio e ad alcune situazioni di scarsità di offerta e di difficoltà di approvvigionamento, aumenti che nono sono ancora stati trasferiti sui listini di vendita. Si mantengono stabili le aspettative di fatturato per i prossimi sei mesi, mentre è aumentata la propensione ad effettuare nuovi investimenti.
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