‘O’ professò’, da 30 anni in cattedra a Varese, “tutti mi apprezzano”
Giosuè Romano, docente di storia e letteratura italiana in un istituto superiore del capoluogo commenta la proposta della Lega Nord
Giosuè Romano è un insegnante napoletano di storia e letteratura italiana. Vive e insegna a Varese da trent’anni dove si è ormai stabilito definitivamente: «Varese è il mio habitat naturale. I miei figli sono nati qui e qui lavora mia moglie. Ho tanti amici varesini e non solo colleghi. Non ho mai avuto alcun problema. Purtroppo in prima pagina finiscono solo gli "imbecilli"».
Giosuè si sta godendo le vacanze nella sua terra d’origine, quella costiera Amalfitana proprio in questi giorni presa d’assalto da turisti di ogni parte del paese: «Tanti milanesi, torinesi, varesini. Insomma: italiani».
La notizia del giorno, che vede la Lega battersi per introdurre l’esame di dialetto per i docenti che vogliono insegnare in una regione diversa dalla propria, lo lascia perplesso: «Io insegno con il mio accento napoletano e non ho intenzione di cambiare. Raccolgo il consenso di studenti e genitori di cui ho conquistato una profonda stima grazie al mio modo di stare in classe e di educare. Letteratura e storia non sono nozioni finalizzate a superare dei quiz. Le mie materie hanno un senso se vengono inserite in un percorso di civiltà che permetta a questi ragazzi di inserirsi nella società».
Tanti i ragazzi che sono passati attraverso il "percorso educativo" del professor Romano e che ancora oggi ritornano a trovare il "vecchio" prof, gli portano la tesi di laurea, sono entrati persino a far parte della sua compagnia teatrale: « Io scrivo commedie, che vengono interpretate dai tanti amici varesini, abili attori napoletani. Anch’io conosco il dialetto lombardo e proprio oggi, scendendo in spiaggia, ho dato sfoggio della mia erudizione in risposta all’uscita della Lega».
«Il fatto è che la Lega ogni volta che deve affrontare una votazione mal accettata dal suo elettorato, tenta di sviare l’attenzione con qualche sparata che va a colpire nell’immaginario collettivo lumbard. Gli elettori sono galvanizzati e loro possono mantenere gli impegni di coalizione senza danni… Mi sbaglierò, ma ogni volta che il gioco si fa delicato, riemerge lo spirito antimeridionale».
Giosuè Romano torna a godersi lo spettacolo mozzafiato della sua terra partenopea, sapendo che da settembre si ricomincia: «Il segreto di un buon insegnante è essere sé stesso, leale e preparato. Dalle mie parti dicono: "Meglio un asino all’impiedi che due cavalli zoppi…."»
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