Candido in scena ha il volto di Ottavia Piccolo
Lo spettacolo, in scena giovedì 17 dicembre alle 21 al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate nella stagione della Fondazione Culturale, è scritto dal giovane e bravissimo Stefano Massini
Un’ex attrice e tre filosofi. Lei si chiama Augustine e un tempo calcava malfamati palcoscenici parigini. Ma ora è senza lavoro e deve inventarsene uno. Finendo, di volta in volta, in casa di uno dei tre grandi pensatori. Come domestica, medichessa o “spia”. E ha il volto e la voce di una stupenda Ottavia Piccolo.
Loro, i filosofi, sono i padri dell’Europa moderna: Diderot, Rousseau e Voltaire. E sono impersonati
magistralmente da Vittorio Viviani.
magistralmente da Vittorio Viviani.Lo spettacolo, in scena giovedì 17 dicembre alle 21 al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate nella stagione della Fondazione Culturale, è scritto dal giovane e bravissimo Stefano Massini, prodotto dalla Contemporanea, con la regia del grande Sergio Fantoni. E si intitola “La Commedia di Candido. Ovvero: avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro (con tutto lo scompiglio che ne seguì).
«Non è – sottolinea Ottavia Piccolo, che sta provando in questi giorni a Gallarate e alla quale abbiamo fatto qualche domanda sullo spettacolo – tratto dal “Candido” di Voltaire, bensì ruota attorno a questo libro e alle paure che suscitava mentre Voltaire lo stava scrivendo, 250 anni fa esatti».
E, soprattutto, porta in scena argomenti che sono ancora attualissimi. «Non solo – aggiunge ancora Ottavia Piccolo – le piccole beghe fra intellettuali, la paura di critiche cattive, perché Voltaire non prendeva in giro solo i filosofi, ma scriveva molto di più, lasciandoci pagine fortissime contro le guerre, la schiavitù, certi modi di fare politica,…».
La commedia è molto brillante, si muove su corde diverse da quelle di altri lavori di Massini, applaudito per “Processo a Dio”, sull’Olocausto, ma anche per “Donna non rieducabile”, sulla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa drammaticamente nel 2006 mentre rincasava, dopo aver raccontato le atrocità della guerra tra Russia e Cecenia.
«Questa volta – racconta ancora Ottavia Piccolo – Massini si è
divertito a vedermi in una veste meno seriosa, meno drammatica, più scanzonata, facendo nascere su di me un personaggio molto più leggero». Augustine, appunto, l’ex attrice che si traveste ed entra nelle case ogni volta di uno dei tre filosofi e che ha il compito di capire che cosa sta scrivendo realmente Voltaire da far così impallidire i grandi del tempo.
divertito a vedermi in una veste meno seriosa, meno drammatica, più scanzonata, facendo nascere su di me un personaggio molto più leggero». Augustine, appunto, l’ex attrice che si traveste ed entra nelle case ogni volta di uno dei tre filosofi e che ha il compito di capire che cosa sta scrivendo realmente Voltaire da far così impallidire i grandi del tempo.Eccolo lì, uno spaccato scintillante e brillantissimo del 1700 parigino, rappresentato con ironia, irriverenza, brillantezza, con la capacità di trattare temi seri facendo divertire.
Sul palco, accanto alla Piccolo e a Viviani, Natalia Magni, Massimo Zordan, Francesca Farcomeni, Desireè Giorgetti e Alessandro Pazzi; le musiche sono di Cesare Picco, scene e costumi di Gianluca Sbicca e Simone Valsecchi, il disegno luci di Iuraj Saleri.
«Lo spettacolo è molto brillante e funziona a tutti i livelli – assicura la Piccolo -. Non tutti ricordano quanto ci hanno spiegato a scuola su Voltaire, ma qui viene offerto un piccolo bignamino sorridente, dicendo che i grandi, anche se magari nella vita privata possono apparire un po’ meschini e un po’ stupidelli, in realtà ci dicono cose importantissime».
E così, tra scene incalzanti e battute senza tregua, ecco un’avventura settecentesca che unisce un aspetto storico e uno molto più incalzante di pura fantasia e che parla di libertà di pensiero, riscatto femminile, lotta contro le guerre ingiuste, integralismo religioso…
I pubblico viene portato come dentro a un gioco, in cui Augustine è la guida alla scoperta di tre personaggi che la storia accosta per anagrafe e temperie culturale, ma che in realtà appaiono veramente distanti come caratteri, gusti, abitudini.
I biglietti sono in prevendita al costo compreso tra 25 e 30 euro alla biglietteria della Fondazione al teatro del Popolo di via Palestro dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19.
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