Critica Comunione e Liberazione e viene sospeso: è scontro in Regione

I consiglieri di Pd, Verdi, Prc e Sinistra intervengono sulla sospensione di un dipendente regionale dopo la pubblicazione del libro “Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia“

«È legittimo criticare Comunione e Liberazione o siamo come in Iran dove non è possibile manifestare contrarietà?». La domanda è stata posta al consiglio regionale della Lombardia dai rappresentanti di Partito Democratico, Verdi, Sinistra Unaltralombardia e Rifondazione Comunista Carlo Monguzzi, Mario Agostinelli, Luciano Muhlbauer e Marcello Saponaro. Tutto nasce dalla sospensione di un mese di un dipendente del Pirellone, il funzionario dell’assessorato alla Sanità Enrico De Alessandri, sanzionato dopo aver pubblicato il libro “Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia“ edito dalla casa editrice Studi di teologia politica. De Alessandri nel suo scritto critica apertamente il movimento politico-ecclesiale al quale sono legati molti membri della giunta regionale, il presidente Roberto Formigoni in testa, definita «l’unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i centri di potere costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere “dominante”». Sul sito web della casa editrice c’è anche l’invito a sottoscrivere una petizione sul potere monopolistico di Comunione e Liberazione in Regione Lombardia.
 
Monguzzi nel presentare l’interrogazione ha parlato di «vicenda allucinante. L’assalto di Cl alla sanità della Regione Lombardia è sotto gli occhi di tutti, ne hanno parlato in tanti, Lega Nord in testa – ha detto il consigliere dei Verdi democratici -. Dire quello che succede è quindi denigratorio? Siamo in Italia o in Iran? E poi soprattutto: chi è il datore di lavoro di De Alessandri, la Regione o Cl? Lo stato di fatto dice chiaramente che Cl domina indisturbata, ma lo stato di diritto dovrebbe dire una cosa diversa, nell’interesse dei cittadini lombardi innanzitutto». La risposta arriva dal vice presidente della giunta regionale Gianni Rossoni (né il presidente Formigoni né l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani erano in aula): «Il lavoratore ha violato il codice etico e il contratto nazionale dei lavoratori, norme che obbligano all’astensione di rapporti con l’esterno i dipendenti della Regione – ha spiegato Rossoni -. Non si tratta di un provvedimento per i giudizi personali su Cl o per la violazione di un obbligo di diligenza verso Cl come provocatoriamente sostenuto dai promotori dell’interrogazione. Il giudizio espresso in quel libro finisce per coinvolgere la Regione, rappresentata come la longa manus di Cl nel campo sanitario. Il provvedimento ha voluto censurare la diffusione di notizie che discreditano l’amministrazione, espresse da un dipendente che apertamente dimostra di disprezzare il presidente e quindi il proprio datore di lavoro. Il lavoratore in questione ha avuto modo di difendersi e presentare le proprie memorie». Dura la controreplica di Monguzzi: «L’assessore non ha risposto – ha detto -. Non ci ha spiegato se De Alessandri dice cose false né se un dipendente regionale può disprezzare Cl. Se così non fosse, anche i consiglieri leghisti dovrebbero essere passati per le armi. Il potere in Regione coincide con quello di Cl, ma il problema è della Regione, non del dipendente che critica, il quale deve avere il diritto di manifestare il proprio pensiero».
 
«Siamo di fronte ad un fatto inaudito – commenta Mario Agostinelli -. Viene censurata l’opinione di un dipendente per le opinioni dei suoi superiori. È una restrizione della libertà di opinione. È come se lavorassi al Ministero dell’Interno e non potessi esprimere perplessità sulle politiche dell’immigrazione in difesa dei diritti degli immigrati».

«Io ho letto il pamphlet (chiamarlo libro mi sembra troppo) e posso dire senza timore che è pieno di bugie, ipocrisie e menzogne, oltre ad un’enorme acrimonia – spiega l’assessore Raffaele Cattaneo, dipendente regionale in aspettativa ed esponente di spicco di Comunione e Liberazione -. Io credo di conoscere Cl e il lavoro della Regione: i contenuti dello scritto di De Alessandri mi hanno mortificato. Di getto sono intervenuto dopo la controreplica di Monguzzi: se costrussi in un libro un teorema che collega ambientalisti e costruttori collusi con la mafia sarebbe accettabile? Credo si debba rispettare il diritto di critica di ognuno, ma anche la verità. L’onorabilità della Regione va tutelata: nel pamphlet assessori e dirigenti regionali sono descritti in vari passi come un’accozzaglia di somari che si sono piegati per anni alle volontà di Formigoni e dei suoi. Non è stato sospeso per le cose scritte su Cl, ma perché ha sparato contro la Regione, suo datore di lavoro. Una cosa che non può essere accettata».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Gennaio 2010
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