Siamo tutti un po’ analfabeti
Internet e i social network sono un alfabeto e sempre più elementi fondanti del fare comunità. Eppure prevalgono ancora paure e dubbi
Internet è il futuro però… Una frase che quando si parla della rete prima o poi arriva. Come dire "non possiamo più fare a meno di parlarne, ma…".
E si inizia ad elencare tutti i difetti, i limiti, i pericoli e chi più ne ha più ne metta. Si contrappone questa grande innovazione ai classici sistemi di comunicazione. E così si tuona "guai a togliere le bacheche, i volantini, il rapporto diretto tra le persone". Affermazioni che nascondono una paura senza senso che vede Internet come lo strumento "nemico" di quanto fin qui esistito. Un atteggiamento comprensibile ma poco logico.
Internet è un alfabeto e il web riproduce non solo simbolicamente la "perfezione" della ragnatela. La rete, come la meravigliosa opera del ragno, è affascinante ma anche pericolosa. Non può essere la vita, ma gli appartiene perché Internet non è solo un mezzo, uno strumento come altri. Cambia alcuni elementi fondamentali della nostra quotidianità, basti pensare ai concetti di spazio tempo.
Internet è comunità e partecipazione. È ascolto e comunicazione. È davvero un alfabeto. Fino a quarant’anni fa le lettere si apprendevano dopo lunghi esercizi. Si passavano settimane a fare greche, asticelle e i quaderni dei bambini di prima elementare erano campo di battaglia ordinati e ripetitivi. Solo dopo questo lungo esercizio si iniziava a trattare vocali e lettere. Poi il metodo è cambiato e si è passati a scrivere e leggere subito intere parole e frasi e da li a scoprire tutto l’alfabeto.
Oggi siamo tutti un po’ analfabeti e stiamo cercando di scoprire cosa ci riserva di nuovo il web. Il modo di raccontarlo, di analizzarlo fa emergere tutta la difficoltà di comprendere un fenomeno così complesso e dirompente. Si ha così sempre bisogno di contrapporlo con quanto abbiamo fin qui conosciuto. È comprensibile, ma non serve molto.
Il web non ha ancora letteratura e ci vorrà molto a produrne perché richiede ricerca sul campo, ossia il suo reale utilizzo non da curiosi disonasauri spaventati, ma da protagonisti.
Il web è ancora un giovane adolescente e come tale si sta formando una sua identità. E come con questi, tanti "esperti" della comunicazione si comportano come genitori spaventati che non riconoscono più i propri bambini.
Niente come i social network ci indicano in che società viviamo. E come con i ragazzi che stanno crescendo prima di ogni cosa è importante ascoltare. Nessuno ha intenzione di rimuovere le bacheche fisiche, la carta, i luoghi di incontro, le conversazioni faccia a faccia. Ogni elemento sociale è patrimonio della comunità e occorre averne cura. La rete facilita e sviluppa ancora meglio tutto questo.
Facebook, i blog, i social nework, i forum, sono solo parti di quel prezioso alfabeto che giorno dopo giorno si arricchisce di nuove lettere e nuovi linguaggi. È più difficile apprenderlo, ma anche molto più affascinante che stare a compilare pagine e pagine di greche e asticelle.
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