È morto Alberto Granado, il compagno di viaggio del Che
Alberto Granado, che accompagnò Ernesto Guevara in motocicletta per l’America Latina, è morto a 88 anni a L'Havana. Lo ricordiamo con un'intervista del 2005 nella quale racconta quella mitica esperienza
Se ne è andato a 88 anni Alberto Granado, il compagno di viaggio di Ernesto Che Guevara. Se ne è andato nella sua casa de L’Havana: era nato l’8 agosto 1922 a Cordoba (Argentina) e si trasferì nella Cuba rivoluzionaria negli anni Sessanta, fondando nel 1962 la scuola di medicina di Santiago. Nel 1952 fu compagno di viaggio del Che, un viaggio che segnò per sempre la vita di entrambi. Di seguito riportiamo un’intervista realizzata nel 2005 dopo un incontro organizzato dall’Associazione Italia Cuba: il racconto di colui che fu più vicino a Ernesto Guevara
«In questo paese fa troppo freddo, serve un bicchiere di vino». Alberto Granado, vispo ottantatreenne porta dentro il sole di Cuba. È un personaggio non solo per essere il celebre compagno di Che Guevara nel viaggio in motocicletta per l’America Latina, ma perché la rivoluzione l’ha fatta veramente ed oggi la racconta e la difende con passione.
Ieri sera erano oltre 250 le persone accorse alla serata, organizzata dall’Associazione Italia Cuba, per sentire il racconto di colui che fu più vicino a Ernesto Guevara: “Un uomo coerente che nel corso della sua vita è rimasto fedele a se stesso" (come ha scritto Gianni Minà) che nel 1961 decise di tornare a Cuba, lasciando un prestigioso posto di professore in Biologia all’Università di Caracas e rinunciando ad agi e sicurezze per la sua famiglia.
A chi chiede un amarcord del “mito” del Che risponde «La parola mito non mi piace, pone una persona lontano dal popolo. Ernesto era un uomo come noi, in carne e ossa, un uomo molto intelligente e con una marcia in più, ma vicino agli altri uomini».
Di quel mitico viaggio, a cui è ispirato il fortunato film “I diari della motocicletta” di Walter Salles, porta un ricordo indelebile «è sicuramente stata una svolta nella mia vita, abbiamo avuto occasione di visitare paesi e conoscere persone ed un fatto ci ha segnato più di tutti (l’età, l’ora e la lontananza dalla sua isola non sembrano in alcun modo togliere energia ad un uomo che ha tanto da raccontare ndr). Una sera freddissima – continua – incontrammo un gruppo di operai e chiedemmo loro perché viaggiassero: “Per cercare un lavoro e sfamare i nostri figli e la nostra famiglia. E voi perché viaggiate”. Io ed Ernesto eravamo imbarazzati a rispondere che viaggiamo solo per la voglia di viaggiare, e capimmo che da allora dovevamo viaggiare per cercare qualcosa».
Alberto Granado Jiménez ha conosciuto Ernesto Guevara a Cordova in Argentina all’età di 14 anni «Ci accomunava la passione per la letteratura, di lui ho sempre ammirato l’incondizionato amore per gli altri».
A chi contesta il regime dittatoriale di Cuba lui risponde difendendo la sua isola, il suo popolo e la sua costituzione, tre cose più hanno segnato la sua vita ricorda «L’aver conosciuto Che Guevara, aver fatto con lui il viaggio in motocicletta e la rivoluzione».
L’ultimo suo pensiero è per i giovani «Sono loro il futuro e coloro che possono far le rivoluzioni. Non sono necessarie le armi, non è poi una rivoluzione quella che sta accadendo in Venezuela? Ho un solo desiderio: non sentire “direi quello che direbbe Che Guevara”, ma “ farei quello che farebbe Che Guevara”».
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