Paccioretti saluta la Fondazione Montevecchio
Primo presidente della fondazione culturale samaratese, ha rassegnato le dimissioni come annunciato da tempo. "Montevecchio è stato un esempio di valorizzazione"
Emilio Paccioretti dice addio alla Fondazione Montevecchio, costituita tre anni fa dall’amministrazione di centrosinistra: pochi giorni fa ha presentato le dimissioni da presidente. «Il positivo bilancio di tre anni di vita della Fondazione Montevecchio – spiega – non rappresenta soltanto un esempio di gestione efficiente e disinteressata della cosa pubblica, ma un piccolo e significativo modello su come valorizzare un bene storico attraverso il concorso dei privati senza che venga meno la strategia di uso sociale di un bene pubblico» spiega Paccioretti (nella foto con la direttrice Jessica Giusti), che è stato il primo sostenitore dell’idea di una fondazione culturale a Samarate. «I privati hanno pagato l’utilizzo della villa in cambio di servizi logistici e organizzativi per tenere corsi, meeting e utilizzare spazi a fini di rappresentanza. Nella villa si sono potuti effettuare interventi di manutenzione per 70mila in tre anni senza oneri per il Comune, risanando il piano interrato, mettendo a norma i servizi igenici e restaurando tutto il tezo piano. La Fondazione ha dato vita a una scuola di musica che al terzo anno annovera 44 iscritti, a una scuola di decorazione che contribuisce a recuperare le decorazioni originarie e ospita le attività dell’AFI (Archivio Fotografico Italiano). Le associazioni sportive, per la prima volta, hanno organizzato nel parco eventi sociali con centinaia di simpatizzanti. Il Comune ha mantenuto e mantiene al proprio interno l’assessorato alla Cultura e organizza più che mai attività proprie e in collaborazione con la Fondazione stessa. Il Bilancio 2010 si è chiuso con ricavi pari a 170.000. e un attivo di 20.000. prima delle imposte senza un euro di debito e senza che il CdA e il Presidente abbiano percepito un euro di indennità nei tre anni». Paccioretti ha infatti atteso la chiusura dell’esercizio 2010 (compreso il bilancio ai fini civilistici) prima di dimettersi, dopo il cambio di maggioranza in amministrazione, che ha lasciato un lungo strascico di polemiche. «I risultati sono stati possibili anche grazie all’attività retribuita, al terzo anno, di due giovani esperte, selezionate in base al loro curriculum e motivazione e non certo per raccomandazioni e legami di parentele. Il Presidente uscente auspica che questi risultati siano tali da mettere a tacere ogni pretestuosa polemica e che il nuovo Presidente possa fare meglio di lui sulla base di una esperienza molto ben avviata».
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