La Cimberio vince a Roma e si gode la vetta
I biancorossi espugnano la Capitale dopo un supplementare (74-76) senza l'acciaccato Fajardo e sono nel gruppo che comanda il campionato. Splendidi Stipcevic, Diawara e Kangur, decisivo un canestro di Hurtt
Toh, la Cimberio è in testa alla classifica. Certo, sono passate solo quattro giornate ma a quota sei punti, davanti a tutti in un gruppo di sei formazioni, ci sono anche i biancorossi di Carlo Recalcati. Varese sale in cima dopo la vittoria di Roma, terza volta consecutiva nella Capitale (!), e dopo pure un tempo supplementare che male fa alle coronarie dei tifosi ma poi libera la gioia. La sirena finale dice 74-76 ma non racconta un quarto d’ora dal cuore in gola, quando la Cimberio ha prima gettato la possibilità di chiudere il match, poi ha rischiato di perdere tutto e infine ha potuto far festa. E, come talvolta accade nel basket, a fare il cigno nell’azione decisiva è quel Justin Hurtt che per 44’ è stato un bruttissimo anatroccolo: il tiro da tre punti del giovane americano (7 punti, 2/10 dal campo) è la mossa che fa saltare il banco a una ventina di secondi dalla conclusione.
Ma Varese – e su questo non ci piove – ha strameritato il successo: avanti per gran parte del match ha fatto tutto senza Diego Fajardo, il migliore settimana scorsa, bloccato dal mal di collo e costretto a fare il tifo dalla panchina. Così gli eroi di Roma si chiamano Stipcevic, straordinario in regia, Diawara e Kangur che con gambe e cuore permettono di non andare sotto a rimbalzo (12 quelli del francese) e “spiegano” tattica alla difesa di Lardo. Insomma, al di là di qualche passaggio a vuoto evitabile, è stata una Cimberio bella tosta, capace di imporre il proprio gioco e di stoppare una Roma data in bella condizione (basti vedere la museruola messa a Datome). Come è annunciata in forma la Pepsi Caserta che arriverà a Masnago tra sette giorni: lì si verificherà la tenuta di Varese ai piani alti.
COLPO D’OCCHIO – Roma è tornata da quest’anno a giocare nel piccolo palasport di viale Tiziano, una bomboniera rispetto al PalaLottomatica: spalti dunque quasi pieni e discretamente caldi, con il settore ospiti che accoglie un gruppetto con le insegne della Gbr.
PALLA A DUE – Brutta notizia per Charlie Recalcati che non può disporre di Diego Fajardo, in borghese per dolori al collo. Varese parte ancora una volta con Stipcevic in panchina e il duo Rannikko-Hurtt sul parquet; Garri è il pivot oltre che l’ex di turno. Roma ha la coppia azzurra Maestranzi-Datome con Tucker in guardia, Dasic e Uros Slokar.
LA PARTITA – Il temuto Datome apre una primo quarto in cui le squadre cominciano con troppi errori al tiro e un misero 6-5 in 5’. Brutto basket, e allora le difese si fanno onore, con quella di Varese che costringe Roma a tiri precari. Il punteggio però resta giallorosso, salvo un +1 siglato Kangur e Stipcevic che dura pochi secondi: la tripla di Tucker vale il 13-11 del 10’.
Il mini-intervallo fa bene alla Cimberio che inizia a costruire buoni tiri e scrive un parziale di 12-2 in 3’, con un paio di triple (Kangur-Rannikko) che fanno male alla Virtus. Un’altra bomba dell’estone dà il massimo vantaggio (+11) anche perché tutti i biancorossi aiutano a rimbalzo, limitando così i lunghi di Lardo. L’inerzia si ferma però sui tiri aperti, ma falliti, di Hurtt, Garri e Rannikko: Roma accorcia con Tucker e costringe Recalcati al time out (21-28). Senza Kangur, con tre falli, è determinante Stipcevic che manda a segno Garri e ruba la palla che dà a Diawara il contropiede del 27-36. Prima della sirena però sei punti di Maestranzi riducono a quattro le lunghezze di distacco di Roma (33-37): troppo poco per quanto prodotto da Varese nel periodo.
Il bel canestro di Diawara a inizio ripresa resta isolato negli attacchi successivi, cosa che permette a Roma di raggiungere i lombardi; ancora “Kuba” e Kangur a segno e l’altalena prosegue (41-46 al 25’). Il quarto fallo di Kristjan complica le cose ma le triple di Ganeto e Stipcevic annullano quella di Dasic e tengono la Cimberio avanti alla pausa, 50-54.
QUARTO PERIODO – Talts fa una cosa buona e tre errori, così Recalcati si deve affidare di nuovo a Garri ma nel frattempo subisce la tripla di Gordic e la schiacciata di Crosariol vale il -1. Sembra il riaggancio e invece Stipcevic (tre liberi) e Garri (bomba centrale) allungano a +7. Peccato che il ferro dica no a Rannikko dall’angolo, e allora Tucker riduce le distanze. Varese è in vena di regali: forzatura di Hurtt, palla persa di Rannikko e Gordic ringrazia con la tripla in corsa del -2. Un gran canestro di Kangur viene replicato da un libero di Gordic che poco dopo fa il quinto fallo. Con 1’20” Varese conduce di 4 ma ormai gli arbitri fischiano tutto (quinto di Talts, 1/2 di Maestranzi ai liberi). Fa pure arrabbiare la “palla accompagnata” sanzionata a Stipcevic su un possesso quasi decisivo. Varese però perde le sue certezze e non segna più: Ganeto ha la palla-match ma fallisce la tripla, Roma va da Tucker e il fallo di Rannikko dà all’americano i liberi del pareggio a meno di 5” dalla fine. Un tempo in cui Kangur non riesce a trovare un tiro pulito: si va al supplementare.
OVER TIME – Cinque possessi senza canestri indicano come la paura regni sul campo. Serve un assist di Tucker a Datome per muovere il punteggio mentre Ganeto fallisce un’altra tripla. Hurtt segna i due liberi del 67-67 ma poi forza e sbaglia l’entrata successiva. Tucker fa peggio: passi, protesta e fallo tecnico, anche se Stipcevic fa solo 1 su 2 ai liberi e Hurtt fallisce pure la rimessa che vale il vantaggio romano (69-68). Stipcevic e Maestranzi segnano i propri personali, poi il croato inventa il +1 in entrata a 44” dalla fine. Slokar segna a centro area ma dalla parte opposta, con Rok “incartato” nel palleggio, è proprio Hurtt a segnare da tre punti dopo un’infinità di errori. Sul tentativo di Maestranzi – corto – c’è fallo di Kangur su Slokar ma lo sloveno fallisce i due liberi e Ganeto agguanta il rimbalzo. L’ala segna un solo libero, Reati fa un fallo intelligente su Datome che può fare una cosa sola: infilare il primo personale e sbagliare apposta il secondo. Ma senza Fajardo, Talts e Garri – i tre lunghi di Recalcati – è la pantera Diawara a volare sul rimbalzo e ascoltare il dolce suono della sirena che vuol dire vittoria.
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