Lupara carica e maschere da “guerre stellari”, arrestato insospettabile
Blitz antidroga della polizia di Gallarate. Un muratore di origini albanesi custodiva nelle cantine 10 chili di marijuana, coca, armi e bilancini
L’hanno buttato giù dal letto all’alba, gli agenti del commissariato di Gallarate, a due giorni da Natale. La polizia stava cercando droga, nel corso di un’attività che aveva da tempo nel mirino Alia Petrit, di origini albanesi, di 40 anni.
All’arrivo degli agenti l’uomo, in casa con la moglie e i figli, non ha detto molto: ma gli investigatori hanno perquisito l’appartamento, in una zona semi centrale di Turbigo, senza trovare nulla. Restavano le cantine. E lì, infatti ecco saltar fuori da un borsone numerosi panetti “incellophanati” contenenti in tutto quasi 10 chili di marijuana pressata in foglie e cime. Un bottino interessante, che ha attirato l’attenzione degli agenti. Subito sono saltate fuori altre chiavi che hanno portato ad un altro appartamento, sempre a Turbigo, nel Milanese, nella disponibilità del quarantenne, muratore, incensurato e regolare secondo la legge sull’immigrazione. 
Qui, sempre nelle cantine, la sorpresa: una lupara, fucile da caccia a canne segate: i due colpi calibro 12 che l’arma è in grado di contenere erano pronti ad essere esplosi. Poi un revolver calibro 38: nel tamburo le pericolose cartucce “special”; inoltre, avvolta nei vistiti, come tutto il resto, anche un’altra arma simile a quelle in dotazione alle forze dell’ordine, una "Beretta 92", ma ad aria compressa. Sempre nel corso della perquisizione alla seconda cantina sono saltate fuori anche tre maschere in plastica bianca raffiguranti i soldati di “Star Wars”, una delle quali era inserita in un passamontagna: un vero e proprio necessaire per rapina. Inoltre gli agenti hanno trovato pure della cocaina, una sessantina di grammi, divisa in una ventina di dosi, il resto in un unico sasso.
L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo d’armi da fuoco. I bilancini recuperati, e la cocaina separata in pezzi da un grammo, potrebbero ricondurre ad un’attività di spaccio limitata alla polvere bianca, anche se ancora è tutto da vedere; il grosso delle indagini sulla droga è attorno alla marijuana: 10 chili è un quantitativo eccessivo per essere piazzato da una singola persona. Da dove arriva?
Resta poi l’interrogativo per le armi, che dal commissariato gallaratese fanno sapere essere fuori commercio, ma pronte all’uso. Armi che si deve ancora verificare se hanno in passato sparato e in quale occasione: solo un esame attento della polizia scientifica di Milano potrà eventualmente svelare particolari importanti. Dal 23 dicembre scorso l’uomo è in carcere a Milano.
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