Pronto il piano anti-inquinamento
Il documento sarà presentato in commissione giovedì prossimo: conterrà un decalogo di consigli e ordinanze. Il sindaco: "Ma serve un coordinamento delle regioni della val Padana"
In dirittura di arrivo nuovo piano del Comune per fronteggiare il problema dell’inquinamento. Il documento, che si chiama “Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria”, sarà presentato in commissione territorio e ambiente giovedì prossimo. Il presidente Roberto Barin illustrerà la proposta, stesa con l’assessore Fontana, sulla serie di misure che comune e cittadini dovranno adottare per cercare di dare il proprio contributo alla risoluzione del problema. Il tutto dopo diverse settimane che la città di Saronno ha registrato nell’aria una presenza di polveri sottili (Pm10) ben oltre la soglia di allarme, raddoppiando spesso il limite suggerito da Arpa. Una situazione che ha coinvolto comunque tutti i comuni del sud della provincia di Varese.
Non si conoscono ancora nel dettaglio i contenuti del piano: «Preferiamo non dire troppo ora – spiega il sindaco Luciano Porro -. Non sarebbe corretto nei confronti della commissione e di chi potrebbe proporre modifiche o aggiustamenti. Possiamo solo dire che sarà composto da un decalogo con una serie di suggerimenti, con riferimenti a norme già esistenti, ma anche a ordinanze sindacali specifiche che saranno emesse con l’approvazione del documento».
Sulle ipotesi sul tavolo, ci sarebbero le ordinanze già varate lo scorso inverno quando il primo cittadino vietò che negli appartamenti si superassero i 20 gradi, o nelle aziende i 18 gradi. O ancora l’ipotesi di emettere un’ordinanza per i negozi della città, in cui diventerebbe obbligatorio chiudere le porte e non lasciarle aperte. Il tutto abbinato a una serie di “consigli” su come cercare di emettere meno inquinanti, per strada o in casa.
«Non possiamo certo essere noi saronnesi a risolvere il problema dell’inquinamento – precisa Porro -. Fermare le auto in un paio di strade della città non serve a nulla, come i blocchi del traffico se non sono coordinati almeno a livello regionale. Ad avere dei problemi è tutta la Val Padana e serve che tutte le regioni interessate creino un coordinamento per fronteggiare il problema».
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