Sulla macchina del tempo

Da Yamamay e Cimberio arrivano risultati che non si registravano da decenni. A Busto si sente anche "profumo di Brucio" anche se nel mondo della Lega Pro non mancano le pecche

(d. f.) Di solito cerchiamo di non concedere l’apertura del pagellone alla stessa squadra per due volte consecutive, ma la straordinaria Yamamay di questo periodo strappa una doverosa eccezione e per di più fa tornare gli sportivi del nostro territorio a fine anni Novanta. Quando cioé squadroni come la DiVarese o la Kronembourg vincevano le stagioni regolari in quei campionati che valevano gli scudetti. Ma la macchina del tempo guidata da tre autisti venuti dal Baltico è utilizzata anche dalla Cimberio che va a prendersi una vittoria storica, non per la portata ma appunto per motivi di almanacco.

Pagellone numero 82 del 27 febbraio 2012

Yamamay Busto Arsizio 9 – L’ultima volta che una squadra della nostra provincia aveva chiuso al primo posto la regular season in un massimo campionato italiano? A memoria, almeno 16 anni fa con la pallamano femminile di Cassano. L’ultima volta che per mancanza di spazio le forze dell’ordine avevano rimandato a casa quasi 600 aspiranti spettatori? Francamente non ce lo ricordiamo. L’ultima volta che si erano registrate 17 vittorie consecutive della stessa formazione, senza nemmeno una sconfitta? Anche qui, roba da spulciare gli almanacchi più ingialliti, roba da Grande Ignis. E l’ultima notte di festa e di follia biancorossa a Busto Arsizio? Su questo non abbiamo dubbi: sicuramente la prossima…

Kristjan Kangur, Teemu Rannikko, Janar Talts 8 – Fossimo nel mondo del wrestling un terzetto del genere sarebbe annunciato dallo speaker come "The Baltic Connection". Tre lottatori di taglia diversa ma dalle origine nordiche, capaci di coalizzarsi per battere i rivali "The Guaglions", mezzi casertani e mezzi americani, in una battaglia all’ultimo sangue. Qui (per fortuna) la lotta libera non c’entra, siamo nel mondo del basket, ma il risultato è lo stesso: la mente finlandese Rannikko e le braccia estoni Kangur (quella raffinata) e Talts (quella muscolare) guidano la Cimberio di Recalcati alla vittoria del PalaMaggiò. E, come per la Yamamay di cui sopra, per trovare qualcosa di simile bisogna salire sulla Delorean di "Ritorno al futuro": l’ultima volta fu nell’ottobre ’83.

Mirko Bruccini 7,5 – Lunedì sera aveva festeggiato le 100 presenze in maglia tigrotta con un più che evitabile fallo di mano in area, regalando così un gol al Treviso. Ieri però a Valenza il centrocampista spezzino si è rifatto con gli interessi mettendo a segno la rete decisiva per il 2-1 finale al 44′ del secondo tempo…e che rete! Il buon Mirko ha scagliato una sassata di destro da fuori area, al volo, direttamente all’incrocio dei pali: un gol incredibile «il più bello della mia carriera», come ammesso dallo stesso a fine gara. Profumo di "Brucio".

Lega Pro 3 – La nuova Serie C richiama nel nome il professionismo, un accenno che pare sempre piuttosto discutibile sotto diversi aspetti a partire dal capitolo stadi. Le società maggiori – tra cui c’è la Pro Patria (ma anche il Varese in passato) – devono per forza rispettare tutte le disposizioni: steward, tornelli, sala stampa, accesso agli spogliatoi e via dicendo, altrimenti arrivano pesanti sanzioni. Da altre parti invece vale tutto: Valenza è un esempio ma casi simili ce ne sono a bizzeffe (Salò, San Giusto Canavese, Rodengo Saiano sono solo alcuni…). Sul Po la parola "tornello" è sconosciuta, di steward riconoscibili in tribuna centrale non se ne sono visti (e il pubblico era mischiato: per fortuna gli animi si sono rivelati sì accesi ma pure sportivi). Per non parlare dell’accesso degli addetti ai lavori agli spogliatoi, regolati da una figura più simile a un buttafuori prelevato in discoteca. Insomma, a girare i campi la conclusione che si trae è che la legge non è uguale per tutti. Il perché ciò avvenga, invece, non lo comprendiamo.

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Pubblicato il 27 Febbraio 2012
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