La riforma non convince i militanti del Pd
La paura dei licenziamenti agita una platea costituita per la maggior parte da over 50 che temono una scrematura delle aziende contro i lavoratori più anziani
L’iscritto chiede: “Senatore Paolo Nerozzi, se il governo non ripristinerà il reintegro del giudice nei licenziamenti economici, che cosa farà il Partito Democratico?”. Il senatore risponde: “Noi siamo stati molto chiari, siamo tutti d’accordo su questo punto, la norma sull’articolo 18 deve cambiare”. Il militante incalza: “Sì ma se la Fornero non cede che cosa faremo?”. Ecco, il partito Democratico è a uno snodo della sua storia molto importante e il dibattito che si è tenuto venerdì’ sera al Collegio De Filippi, è uno spaccato di quello che si muove nella pancia del partito. L’argomento della serata era la riforma del lavoro, il relatore Paolo Nerozzi, senatore emiliano del Pd che proviene direttamente dalla segreteria nazionale della Cgil. In platea molti sindacalisti, tra cui anche il segretario provinciale della Cgil di Varese Franco Stasi che ha marcato nettamente la sua posizione: (“Io so da che parte sta il compagno Nerozzi – ha detto – ma gli altri devono dirlo adesso, compreso gli altri sindacati”). I militanti erano prevalentemente over 40, molti pensionati, 70 persone, a occhio solo 3 giovani sotto i 30 anni, Specchio dell’intero partito? Secondo il consigliere regionale Alessandro Alfieri il Pd non è solo costituito solo da pensionati e sindacalisti: avrebbe posizioni più plurali, ma intanto le pantere grigie sono una parte molto appassionata e importante del movimento. E la qualità del dibattito è stata davvero di alto livello. Erano presenti Giusepe Adamoli, Emiliano Cacioppo responsabile provinciale lavoro, il segretario cittadino Roberto Molinari che ha organizzato e condotto la serata con molto equilibrio, il consigliere regionale Stefano Tosi e tanti altri.
Il clima che si respira? Negativo, contro Monti e Fornero. Questa va detto senza ambiguità. Nerozzi ha riconosciuto che una parte della riforma sembra aprire a nuove tutele, ha parlato a lungo tracciando un vasto quadro delle riforme sociali di cui avrebbe bisogno l’Italia, ma si è mostrato in realtà molto scettico verso il governo, non a caso il suo intervento è molto piaciuto a Rocco Cordì, consigliere comunale di Sel presente in sala. La principale preoccupazione è quella del licenziamento: molti interventi erano di iscritti over 50 che hanno lamentato il pericolo che i licenziamenti economici colpiscano soprattutto chi ha quell’età, perché costa di più all’azienda. Nessun intervento a favore della riforma. Anche se in alcuni iscritti è prevalsa l’idea e la consapevolezza che vada cercato un compromesso, anche uno solo, ovvero la marcia indietro sull’articolo 18.
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